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    Macramè, ‘Dipartimento unico, Salute e Welfare, per corretta assistenza domiciliare’

    di Domenico Grillone – La Rete Sociale Macramè, nuova denominazione che assumerà il Consorzio Terre del Sole a partire dal 1 gennaio 2016, (ad oggi eroga servizi di cure domiciliari sanitarie e sociali per 966 utenti in tutto il territorio regionale), con l’iniziativa del seminario pubblico “L’Integrazione socio sanitaria in Calabria nei servizi di cure domiciliari”, ore 9.30 presso la Sala “Federica Monteleone” del Consiglio Regionale della Calabria, vuole provare a dare una “scossa” al sistema sanitario regionale. E lancia nel contempo alcuni messaggi e proposte. A partire dalla necessità di stimolare l’azienda sanitaria reggina a far si che le cure domiciliari non siano la cenerentola dei servizi, dal momento che sono passati undici mesi ed ancora l’impegno di spesa che serve a coprire le attività di cura, tutt’ora svolte dal Consorzio al pari delle altre cooperative accreditate, non è stato assunto. Intanto, per far capire meglio i termini della questione, l’assistenza domiciliare è definita dall’OMS, “la possibilità di fornire a domicilio del paziente quei servizi e quegli strumenti che possono contribuire al mantenimento del massimo livello di benessere, salute e funzione”. Ed in un mondo in cui la popolazione anziana è destinata ad aumentare a dismisura, ecco che i servizi domiciliari integrati, quindi socio-sanitari, rappresentano la migliore soluzione per una qualità di vita perlomeno dignitosa. Oggi, grazie ai finanziamenti del Pac (Piano d’azione e coesione che il ministero dell’Interno ha reso disponibile per le regioni del Sud), una parte di questi fondi sono serviti ad incrementare le cure domiciliari sociali (con l’operatore sociale che si occupa di accudire la persona, della casa, disbrigo pratiche, vita di relazione, accompagnamento), integrate con quelle sanitarie. Ma tutto questo può essere realizzato solo attraverso il dialogo tra Asp e Comune. “In Calabria questo ragionamento non si è perfezionato – spiega il direttore del Consorzio Terre del Sole, Giuseppe Carrozza – perché in regione non esiste integrazione fra le Asp, distretti e comuni. Addirittura non c’è integrazione tra gli stessi assessorati, per cui oggi il welfare in Calabria cammina per fatti suoi e la sanità va da un’altra parte”. Tutto questo succede – continua Carrozza – perché l’approccio al welfare si è evoluto in maniera sbagliata, quasi esclusivamente verso il sostegno al reddito. Ed allora diciamo che è venuto il momento in Calabria che i diversi assessorati dialoghino tra di loro e soprattutto si realizzi un dipartimento unico, Salute e Welfare, cosa già realizzata da gran parte delle Regioni italiane”. Al seminario, per inciso, sono stati invitati due autorevoli Capidipartimento della Regione per discutere proprio su questo problema. Un’altra proposta consiste nella necessità di normare l’accreditamento e, nelle more di questa decisione, adottare un sistema di gara in cui non risulti un unico vincitore ma una pluralità di soggetti, riconosciuti tali, che possano svolgere i servizi per i quali i cittadini possano sempre avere la possibilità di scelta. “La legislazione regionale non aiuta – sottolinea il direttore del Consorzio terre del Sole – perché mentre per tutti i servizi sanitari vige il sistema dell’accreditamento, in Calabria per le cure domiciliari non c’è. Lo ammette la stessa Regione perché il commissario Scura, nel documento di rete territoriale che lui ha redatto a marzo o aprile, lo scrive apertamente. Il problema è che se la Regione non pensa a normare questo aspetto, ogni Asp continuerà a fare come crede ed in maniera discontinua. E chi ci rimette è il cittadino perche non ha un servizio di continuità assistenziale. Quest’anno, pur non avendo copertura finanziaria, abbiamo continuato i servizi esponendoci in banca per cifre strabilianti facendo, di fatto, la banca all’Asp”. AUTOSUFF_2Insomma, dice in sostanza Carrozza, le cure domiciliari non hanno una normativa univoca, omogenea su tutto il territorio ma vengono svolte secondo singole direttive delle varie asp del territorio calabrese. “L’Asp di Cosenza ha fatto una gara per scegliere un solo concorrente – evidenzia Carrozza – noi invece siamo contrari al sistema delle gare, diciamo che al centro del servizio ci stanno i cittadini utenti che devono andare dove vogliono a farsi curare, purché in enti accreditati”. Nell’Asp reggina, spiega il direttore del Consorzio, esiste una situazione ibrida: l’azienda sanitaria da sempre ha permesso di accedere sia al servizio erogato in strutture pubbliche sia nei privati, scelti ogni anno attraverso gare o manifestazioni d’interesse rivolte a soggetti del terzo settore. L’anno scorso finalmente, grazie ai vertici uscenti dell’Asp, c’è stata una manifestazione d’interesse, anch’essa un ibrido, ma nonostante questo si era firmato un accordo quadro tra l’Asp e 14 enti del Terzo settore che erogavano i servizi. Ecco, quindi, la scelta tra pubblico e privato. Ma, particolare di non poco conto, l’accordo quadro è scaduto il 31 luglio scorso. “Abbiamo continuato a ricevere dai distretti progetti riabilitativi senza essere pagati e per evitare di creare un danno agli utenti li abbiamo assistiti”. Altro suggerimento, questa volta sui Pac. “Se è vero che hanno stimolato il contatto tra il sistema sanitario e quello sociale, è altrettanto vero che il ministero dell’Interno rilascia risorse con il contagocce. Perché, al momento, i Comuni ricevono il 5 per cento che devono rendicontare per ricevere un ulteriore 5 per cento. Ma nel frattempo i servizi sono finiti, gli utenti non possono aspettare i meccanismi di rendiconto per poter fare i servizi. Alla fine in questa sorta di schizofrenia, la burocrazia va da una parte e gli utenti restano al palo. Questo purtroppo è il limite del Pac, tutto sommato facile da risolvere”. Anche a questo proposito, il presidente dell’Autorità di gestione di Pac, Silvana Riccio, sarà presente al Seminario. Per Nuccio Quattrone, portavoce Forum Terzo Settore e presidente del Consorzio Terre del Sole, il problema di fondo è quello dell’invecchiamento. “Negli anni che verranno il problema assumerà una importanza notevole. Ho paura che si stia sottovalutando questo aspetto. Si tratta invece di un problema sociale pronto ben presto ad esplodere. “Spingiamo – aggiunge infine Quattrone – affinché l’approccio a questi argomenti sia serio e non soltanto caritatevole. Perché a questo modo non si va da nessuna parte”.

    Programma del Seminario
    IMG_2047I lavori, moderati dal Direttore del Consorzio “Terre del Sole”, Giuseppe Carrozza, saranno aperti dai saluti delle seguenti Autorità: Nicola Irto, Presidente del Consiglio Regionale della Calabria; Giuseppe Falcomatà, Sindaco della Città di Reggio Calabria. Ad illustrare le premesse e gli spunti da cui parte il seminario interverrà Gianni Pensabene, presidente pro tempore designato della Rete Sociale Macramè; seguirà la presentazione dei dati preliminari dello studio dell’Università Mediterranea, “Le sfide dell’invecchiamento per le politiche sociali e per la coesione territoriale in Europa, Italia e Calabria”, coordinato dalla docente di Politiche e strategie per la Coesione territoriale, Flavia Martinelli, con l’apporto delle ricercatrici Stefania Barillà e Angela Bagnato. Subito dopo, sul tema “I punti di vista nella governante dei Servizi”, sono previsti gli interventi di Francesco Tropeano, responsabile Integrazione socio-sanitaria Asp Reggio Calabria, Giuseppe Marino, assessore alle Politiche sociali e comunitarie del Comune di Reggio Calabria e Mario Alberti del Forum del terzo Settore RC. Sulle “Buone prassi pubblico – privato; accreditamento e integrazione” relazionerà Rossana Angela Giove, della Direzione sociale Asl Milano Regione Lombardia. Di seguito la tavola rotonda sul tema “Verso il dipartimento per l’integrazione socio – sanitaria” con Luciano Squillaci, vice presidente CSV Net, Antonio De Marco, dirigente dipartimento Politiche sociali della Regione Calabria e Riccardo Fatarella, dirigente dipartimento 9 Tutela della Salute, Regione Calabria. Le conclusioni spetteranno ai commissari straordinari dell’Asp reggina, a Silvana Riccio del ministero dell’Interno, autorità di gestione fondi Pac, ed a Federica Roccisano, assessore al Lavoro e Welfare Regione Calabria.

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