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    Dalla nuova 20 euro a “La Folla” di Mimmo Rotella: l’arte di Bankitalia

    La nuova banconota delle 20 euro è stata ispirazione per una mostra esposta nei locali della Banca d’Italia a Catanzaro. Tra le opere d’arte che compongono il percorso artistico c’è anche una new entry nella collezione della filiale catanzarese. Una tela di Mimmo Rotella, l’artista che ha reso celebre Catanzaro con le sue opere. “La Folla” è arrivata da poco a Catanzaro, anzi è ritornata a casa da qualche mese. Prima era a Roma nella sede nazionale di Bankitalia. Catanzaro, così arricchisce il proprio patrimonio artistico culturale.

    Descrizione dell’opera

    Parole – ma disperse, slegate e senza costrutto – appaiono al centro della composizione, ormai dette a mezza bocca, senza più che un costrutto logico le stringa: “…antenate di ogni …”; “…che sia…”. Soltanto un pezzo di muro è lì a fare l’immagine; un intonaco che dalla strada Rotella ha rubato e ricomposto in studio su un supporto tradizionale, con la stratificazione di carte strappate – manifesti, affiches – che gli attacchini hanno steso sull’intonaco, e alle quali il tempo ha presto dato quel loro sapore di cosa transitata velocemente nella nostra esperienza, e ormai trascorsa.
    Rotella strappa i manifesti dai muri forse dal 1954: certamente li ha esposti, a Roma e Milano, nel 1955. Quindi in anticipo sui colleghi francesi (noti come affichistes) che li mostrarono, a Parigi, solo nel 1957. Dapprima questi manufatti, (che consapevolmente e polemicamente scavalcavano ogni antico statuto della pittura: un po’ come avrebbero fatto le “bende” di Scarpitta, o come avevano fatto all’inizio del decennio i “sacchi” di Burri) aderiscono ai dettami non figurali della contemporanea ricerca pittorica: in essi, è un accentuato materismo, riconoscibile anche nel décollage qui esaminato, a governare l’immagine. A partire dai primi anni del settimo decennio, invece, il décollage lascia progressivamente intatta parte della figura che il manifesto riproduce: così che l’immagine finisce per apparentarsi a quella messa in voga dalla pop art statunitense.