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    Strage di Duisburg arrestato il latitante Antonio Strangio

    ‘Ndrangheta – Strage di Duisburg: assolti in Appello i Nirta dagli omicidi

    di Angela Panzera – Si chiude con due assoluzioni dall’accusa di omicidio e una condanna confermata, la sentenza di secondo grado relativa all’inchiesta relativa alla strage di Duisburg. Questo pomeriggio la Corte d’Assise D’Appello di Reggio Calabria ha assolto dalla pesante accusa di omicidio Sebastiano Nirta, condannato in primo grado all’ergastolo. Per l’imputato, difeso dai legali Antonio Russo, Nico D’Ascola e Francesco Albanese, la Corte, presieduta da Giuseppe Costa con a latere Silvana Cannizzaro, ha disposto però la condanna a 12 anni di carcere per l’accusa di associazione mafiosa. Nei suoi confronti, lo scorso 25 giugno il sostituto procuratore generale, Fulvio Rizzo, invocò la conferma della sentenza emessa in primo grado dalla Corte d’Assise di Locri. Assoluzione confermata, sempre per l’accusa di omicidio, nei confronti di Giuseppe Nirta, classe 1973, difeso da Russo e Roberta Milasi. Anche per lui la Corte ha confermato la condanna a 12 anni di carcere per il reato di associazione mafiosa. Confermata infine, la condanna per Antonino Flaviano, difeso dal legale Maurizio Punturieri, punito con due anni di carcere, in quanto ritenuto responsabile di favoreggiamento poiché avrebbe consegnato a Giovanni Strangio la propria carta d’identità, permettendogli così di sottrarsi alle ricerche dell’autorità giudiziaria che lo riteneva uno dei mandanti della strage di Duisburg. Nei confronti di Flaviano la Corte d’Assise di Locri escluse l’aggravante relativa all’agevolazione mafiosa; stessa cosa in Appello. La sentenza di primo grado fu emessa il primo dicembre del 2013 e la Corte, Alfredo Sicuro presidente con Maria Teresa Gerace a latere, condannò all’ergastolo Sebastiano Nirta in quanto ritenuto colpevole della Strage di Duisburg nonché di associazione mafiosa e detenzione porto illegale di armi. Giuseppe Nirta invece fu assolto dall’aver preso parte alla strage, ma per lui il pm antimafia Francesco Tedesco, che invocò il carcere a vita, ha appellato l’assoluzione incassata a Locri. Adesso però, per i giudici di Appello, nessuno dei due imputati prese parte alla “mattanza tedesca”. L’operazione “Fehida 3” fu condotta l’undici febbraio del 2011 dalla Squadra Mobile della Questura reggina, coordinata dalla Dda dello Stretto, e dagli inquirenti tedeschi che hanno fatto finire dietro le sbarre dieci persone. Tutto prese le mosse dalla mattanza tedesca in cui morirono 6 giovani ossia Tommaso Venturi, Francesco Giorgi, Francesco Pergola, Marco Pergola, Marco Marmo e Sebastiano Strangio; strage che rappresentò il culmine della faida sanluchese tra le cosche di ‘ndrangheta dei Pelle-Vottari da un lato e dei Nirta-Strangio, innescata con l’omicidio di Maria Strangio avvenuto il 25 dicembre del 2006. Per gli inquirenti uno degli ideatori è Giovanni Strangio, per cui lo scorso 26 maggio la Corte d’Assise d’Appello reggina ha confermato l’ergastolo. Carcere a vita in secondo grado anche per Francesco Pelle, alias “Ciccio Pakistan”, ai fratelli Franco e Sebastiano Vottari, accusati a vario titolo dell’omicidio di Maria Strangio; a Giuseppe Nirta, alias “u versu”, e al figlio Francesco Nirta, accusati del delitto di Bruno Pizzata.