Tre anni di carcere. Questa è la pena patteggiata ieri dal dentista reggino Eugenio Leonardo finito agli arresti domiciliari il 18 aprile scorso quando il gip Olga Tarzia, su richiesta del pm Sara Amerio, ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare poiché avrebbe emesso circa 100 certificati falsi nei confronti di Mario Surace, 53enne pluripregiudicato, per favorire la sua evasione dagli arresti domiciliari fra la fine del 2013 e il giugno del 2014. Ieri infatti si è svolta l’udienza dinnanzi al gup Antonino Laganà. Sulla richiesta di patteggiamento per l’indagato, difeso dai legali Francesco Albanese e Giuseppe Mazza, il pm Amerio ha dato parere favorevole. Le accuse per il professionista, che vanta parentele importanti nelle Istuzioni, erano pesantissime: procurata evasione, false dichiarazioni o attestazioni in atti destinati all’Autorità Giudiziaria, falsità ideologica in certificati commessa da persone esercenti il servizio di pubblica necessità nonché esercizio abusivo della professione medico-odontoiatrica. Tutto ha inizio nel giugno del 2014 quando i Carabinieri della stazione di Catona, guidata dal maresciallo Carmelo Sberna arrestarono in flagranza Surace per evasione. Egli infatti era stato autorizzato a recarsi dal dentista, ma prima avrebbe dovuto informare gli investigatori. Troppo spesso però comunicava di dover andare da Leonardo ed è per questo che gli inquirenti ci hanno voluto vedere chiaro. Il giudice ha inoltre disposto la confisca degli studi medici, già in sequestro, di Via sbarre Inferiori e in Via Padova, entrambi ubicati alla periferia sud della città. Leonardo rimane inoltre, agli arresti domiciliari poiché il giudice Laganà ha rigettato l’istanza di scarcerazione.
Angela Panzera





