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    A Reggio è il giorno delle unioni civili. Associazioni e movimenti presidiano il Consiglio Comunale

    di Stefano Perri – A Reggio Calabria è il giorno delle unioni civili. La proposta che tanto ha fatto discutere negli ultimi mesi giunge oggi all’esame del Consiglio Comunale. Dopo l’approvazione del testo in Commissione Statuto e Regolamenti, e le successive polemiche, oggi è il giorno del giudizio. Il Consiglio appare fortemente diviso su quello che nei fatti rappresenta il motivo di scontro più alto di questa prima parte di consiliatura. Ad attendere in aula la discussione sulla proposta sono decine i rappresentanti di associazioni e comitati che in questi mesi hanno partecipato al dibattito sulle unioni civili.

    Le polemiche – Lo scorso 21 aprile la proposta era passata in Commissione. I Consiglieri di opposizione però avevano protestato per il metodo usato dalla maggioranza per approvare il testo.
    Il giorno dopo in una conferenza stampa i consiglieri dei gruppi di minoranza avevano chiesto le dimissioni del Presidente della Commissione Demetrio Martino.
    ”Il Presidente ha deciso di votare nonostante non fossero state audite ben cinque associazioni che avevano fatto richiesta” aveva denunciato il capo dell’opposizione Lucio Dattola. ”Chiediamo le dimissioni di Martino” aveva aggiunto Matalone. ”La responsabilità di quanto avvenuto è delle maggioranza, del Presidente del Consiglio comunale che avrebbe dovuto garantire lo svolgimento sereno dei lavori della Commissione ma anche del Sindaco che non poteva non sapere” accusava ancora Pasquale Imbalzano.
    A rispondere alle polemiche era stato il consigliere di maggioranza Antonio Ruvolo, accusato dall’opposizione di aver votato ”a pugno chiuso” per l’approvazione del registro.
    “L’approvazione del Regolamento sulle “Unioni Civili” nella Commissione “Statuto e Regolamento” rappresenta per me, socialista e laico, un ulteriore momento di crescita democratica per la Città di Reggio Calabria – aveva detto Ruvolo – l’istituzione di tale Regolamento non vuole in alcun modo pregiudicare od ostacolare l’istituto del matrimonio, civile o religioso che sia, ma essere solo un ulteriore strumento di regolamentazione per diritti già riconosciuti dalla Costituzione e compressi da un vuoto legislativo ed amministrativo perpetrato per anni deliberatamente attraverso scellerate “non scelte” politiche.

    Cosa prevede il registro – Il nuovo registro, nel testo approvato in Commissione, definisce il concetto di Unione Civile, intesa come ”rapporto consolidato di reciproca assistenza morale, materiale e mutua solidarietà fondato su vincolo affettivo tra due persone maggiorenni, dello stesso sesso o di sesso diverso, coabitanti (da almeno un anno), che non siano legate tra di loro da vincoli giuridici, di parentela, affinità, di adozione e di tutela”.

    Per iscriversi al nuovo registro gli interessati dovranno compilare un’apposita domanda e presentarla all’Ufficio del Registro all’Anagrafe cittadina. La domanda, se richiesto, potrà essere presentata e sottoscritta, alla presenza di un Ufficiale di Stato Civile o Delegato del Sindaco, presso la sede di Palazzo San Giorgio. A seguito della Registrazione verrà rilasciata un’attestazione corredata dei diritti necessari.

    L’Unione Civile avrà effetti, in termini giuridici, nei settori della casa, della sanità e dei servizi sociali, delle politiche per anziani e giovani, cultura sport e tempo libero, formazione, scuola e servizi educativi, diritti e partecipazione, trasporti, occupazione e produttività, tariffe, tasse, tributi e imposte locali. All’interno del Comune gli iscritti al Registrano saranno equiparati al ”parente prossimo” di coloro con cui hanno composto l’unione civile, anche ai fini di assistenza medica e sanitaria. La cancellazione dal registro può avvenire per cessazione del rapporto affettivo su richiesta di una o di entrambe le parti interessate o per il decesso di una delle parti.

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