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    tribunale sentenza

    Reggio -Tentato omicidio Cardeto: 6 anni a Fotia

    Il gup reggino, Antonino Laganà, ha condannato a sei anni di carcere Martino Fotia ritenuto colpevole del tentato omicidio, aggravato dai futili motivi, del compaesano Paolo Vadalà e detenzione e porto in luogo pubblico di arma da sparo. Per lui il pm Rosario Ferracane aveva invocato In 10 anni di carcere. L’altro imputato, GIovanni Fotia invece è stato condannato a 1 anni di carcere, pena sospesa. Stando alla decisione del gup quest’ultimo, avrebbe
    aiutato Martino Fotia,difeso dall’avvocato Giuseppe Nardo, a sottrarsi alle ricerche che l’autorità giudiziaria stava compiendo a seguito del fatto e avrebbero ostacolato le indagini avviate dagli inquirenti fornendo dichiarazioni false e reticenti. I fatti risalgono al 18 marzo del 2013 e sono
    avvenuti a Cardeto località collinare alla periferia di Reggio Calabria. Per la Procura dopo che Fotia avrebbe tentato di uccidere Vadalà-che per paura si rifugerà due giorni nelle campagne-qualcuno avrebbe ripulito la scena del crimine e inoltre ai Carabinieri nessuno dirà di aver udito i colpi di pistola oppure di aver visto la lite fra Martino e Vadalà, scoppiata nella piazza principale. Solo una persona, sentita dai Carabinieri, ha aiutato le forze dell’ordine ha svolgere il proprio lavoro. “L’intera comunità di Cardeto- scriverà poi il pm nel decreto di fermo- sta tutelando il Fotia, e sta ponendo seri e concreti ostacoli alle investigazioni e ne sta garantendo l’attuale stato di irreperibilità. In questo contesto si è elevata una cortina di omertà e chiusura nei confronti delle forze dell’ordine e della stessa autorità giudiziaria. Infatti, nonostante il tentato omicidio sia avvenuto in pieno centro ed in un orario nel quale il paese ed i relativi locali di ritrovo erano molto frequentati, molte persone sentite a sommarie informazioni hanno negato con ostinata reticenza”. Per la vittima, Paolo Vadalà, difeso dal legale Pietro Romeo, il gup ha disposto il risarcimento che però si dovrà quantificare in sede civile. In dibattimento invece ci sono gli altri due imputati che hanno scelto di essere giudicati con il rito ordinario. Si tratta di
    Charles Manti, vigile urbano reggino, e Francesco Doldo entrambi accusati di favoreggiamento. (Angela Panzera)