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    La vita e la morte nel Mediterraneo…

    di Giuseppe Baldessarro – La vita e la morte sono arrivate insieme al porto di Reggio Calabria. Una a prua e l’altra a poppa della stessa imbarcazione. Distanti tra di loro, mentre fino poco prima erano state una al fianco dell’altra. Dalla passerella della nave Orione è scesa prima la piccola Lamlam, sistemata al caldo di una culletta termica improvvisata dai militari. E’ nata nella notte Lamlam, il suo pianto lo hanno sentito tra le lamiere di una nave grigia, ma sicura. Con lei c’erano la sua mamma e il suo papà, volti stanchi ma belli di ragazzi eritrei con espressioni che guardano al futuro. Loro sono stati accolti dagli applausi dei volontari che stamattina stavano sulla banchina di Reggio ad aspettarli. E’ stato uno sfogo, una manifestazione di gioia semplice. Poi, quando gli altri 670 migranti hanno finito di scendere quei gradini d’acciaio e il trasbordo era stato completato, dalla Orione è stata calata anche la morte. Dalla nave è stato portato giù il corpo senza vita di una giovane donna. E’ annegata durante il naufragio del barcone maledetto partito dalla Libia poche ore prima. Anche lei era eritrea, e anche lei era bella, e anche lei portava in grembo un bambino. Il suo, però, non ha potuto vedere gli occhi tagliati dal dolore ma felici dei genitori, anzi non ha potuto vedere nulla. Il suo corpo è sceso su quella stessa banchina, ma nel silenzio assoluto della morte.
    La vita e la morte sulla Orione distavano tra di loro 30 metri appena, una a poppa l’altra a prua. Come se la distanza si volesse evitare che il bello fosse contaminato dall’orrore. La vita e la morte, nel Mediterraneo, la scorsa notte le ha stabilite una questione di minuti. A largo della costa libica vita e morte vanno a braccetto per un poco. Poi, il caso sceglie, ed è sempre più una questione di istanti. Quelli necessari a salvare una madre dalle onde o quelli che bastano agli abissi per tirare giù un corpo esausto. Due donne, due bimbi, due storie incredibilmente simili. Interscambiabili tra di loro. Una avrebbe potuto indossare i panni dell’altra e viceversa. Nessuno si sarebbe accorto della differenza. Solo che una storia è finita con la vita, l’altra con la morte. Come se il mare avesse tirato in aria la sua moneta. Testa o Croce. Il caso ha deciso, mentre gli uomini stavano a guardare.