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    Caso Triolo, parla il fratello: ‘Gennarino morto per cause naturali. Era cardiopatico’

    ”Insufficienza biventricolare terminale”. Sarebbe questa la causa della morte di Gennaro Triolo, il 47enne reggino accusato delle minacce telefoniche ai Pm Lombardo e Gratteri.
    A comunicare l’esito dell’autopsia, eseguita dal medico legale della Procura Cataldo Raffino, è il fratello di Triolo, Giuseppe. Si attendono ancora gli esiti dell’esame tossicologico, ma secondo quanto riporta in una lettera, Gennaro Triolo ”soffriva di una grave cardiopatia ischemica ad evoluzione dilatrativa con sindrome coronarica acuta con eventi di aritmia ventricolare maligna che alla fine lo hanno portato alla morte”.
    L’uomo dunque sarebbe morto ”non per mani oscure – scrive il fratello – o gialli pensieri irrisolti, oppure suicidato, nulla di tutto questo! Gennaro era un cardipatico però non ne era a conoscenza”.

    Secondo quanto riporta il fratello le telefonate ”allarmanti” di Gennaro Triolo, ”erano solo tese a fare alzare l’attenzione e la protezione verso due importanti ed illustri Magistrati”.

    ”Gennaro – scrive ancora il fratello dell’uomo – è sempre stato un tifoso di tutti coloro che sono in prima linea contro il crimine, la sua linea, se vogliamo un pò distorta, psicologica ragionava a senso unico e solo all’indirizzo della verità e della giustizia. Per questo ultimamente ha fatto ciò di cui le cronache hanno ben scritto, era un tipo maniacale per i numeri e le date, si appuntava di tutto al fine di non essere impreparato, si teneva aggiornato insomma su tutto ciò che era l’interesse del momento, Gennarino era diplomato presso il Liceo Classico T. Campanella di Reggio, suonava il pianoforte a coda, l’organo a due tastiere, la fisarmonica, insomma era un piccolo genio! Sapeva finanche parlare e scrivere l’inglese. Ma qualche tempo fa – scrive il fratello Giuseppe – qualcosa, purtroppo, nella sua testa si è inceppata qualcosa che l’ha portato a star male e compiere in modo, oserei dire, infatile e ingenuo delle cose che poi hanno avuto i risvolti che tutti conosciamo. Ragazzo dolce, buono, generoso, ingenuo e genuino era questo Gennaro una umile persona al servizio del prossimo!”.

    minacce ai pm Gratteri e Lombardo la telefonata triolo”Vorrei ringraziare quanti fino ad oggi ci hanno espresso la loro vicinanza ivi compresi gli inquirenti che hanno saputo trattare con la dovuta delicatezza il caso sia prima che dopo – scrive Giuseppe Triolo – mi auguro che anche le persone “offese” ossia i Dottori Lombardo e Gratteri abbiano potuto evincere da tutto questo la dimensione nella quale viveva Gennaro e che lui era un loro sostenitore e non un criminale, certo dapprima poteva essere qualunque cosa ma oggi avendo ben chiari gli scenari di vita di Gennaro spero si siano convinti della genuinità e personalità che lo caratterizzavano e possano contribuire anche loro a riabilitare la memoria di Gennaro”.
    ”Alla fine – conclude Triolo –  non so se dire che ha pagato le sue sofferenze e i suoi, involontari, errori al prezzo della sua vita stessa oppure chissà se il suo cuore avrebbe ancora retto se non fosse successo tutto ciò ? Di fatto ora lui non c’è più e sarebbe bello poter capire se è stato perdonato dalle persone in terra che sono state oggetto di ”attenzioni” sue!”