di Stefano Perri – Sono circa 150 le richieste pervenute a Palazzo San Giorgio per l’avviso pubblico relativo alla designazione dei rappresentanti dell’Ente nelle costituende società in house per la gestione dei servizi comunali. Il bando si è chiuso da appena 5 giorni e già le domande presentate sono al vaglio dei dirigenti comunali che effettueranno una prima scrematura sui requisiti prima che i curricula siano presentati al Sindaco Falcomatà al quale spetta la scelta definitiva. L’impressione comunque è che la questione dovrebbe essere chiusa nel giro di qualche settimana. ”Prima possibile” fa sapere il Sindaco Falcomatà.
C’è fretta di risolvere una vicenda, quella delle ex partecipate comunali, che negli ultimi due anni – soprattutto durante il periodo commissariale – ha messo a dura prova la città. Sia in termini sociali, considerando il futuro di incertezza al quale andavano incontro i 260 lavoratori della ex Multiservizi, ma soprattutto per ciò che ha riguardato manutenzione, pulizia e decoro urbano, tutti servizi che andranno in capo alle nuove in house comunali.
Il Sindaco si è dato tempo qualche mese per chiudere definitivamente la vicenda. L’obiettivo è quello di arrivare alla prossima estate con in mano gli strumenti per presentare la città in condizioni più decorose per l’inizio della stagione con maggiore densità turistica. E’ quello che sperano i cittadini e naturalmente tutti gli operatori commerciali, consapevoli che dalla riqualificazione dell’assetto urbano cittadino passa gran parte delle speranze di ripresa socio economica della città.
I nuovi tirocini
Nel frattempo però in soccorso dell’amministrazione comunale è arrivata la proroga dei tirocini formativi formalizzata prima della pausa natalizia ed annunciata dallo stesso Sindaco Falcomatà durante la riunione consiliare dello scorso 5 dicembre. Nei prossimi giorni i lavoratori della ex Multiservizi inizieranno a firmare i nuovi contratti di tirocinio che saranno validi per due mesi e arriveranno praticamente a ridosso della costituzione delle nuove ”in house”.
L’iter per le nuove Società
Nel frattempo a Palazzo San Giorgio si continua a lavorare nella direzione del giro di vite definivo per i servizi strumentali ed economici cittadini.
La riunione del Consiglio dedicata alla costituzione delle nuove ”in house” dovrebbe essere convocata da qui ad una decina di giorni, mentre a breve il Consiglio tornerà a riunirsi per prendere in esame la proposta di aprire ai privati attraverso una sorta di azionariato popolare le quote societarie dell’Atam, nonché l’istituzione del regolamento per il registro sul testamento biologico, approvato in Commissione Statuto ed ora atteso dall’esame della massima assise cittadina.
La discussione sulle ”in house”, prevista probabilmente per la prossima settimana, avrà comunque un carattere squisitamente di indirizzo politico. Le decisioni, quelle vere, saranno prese dal Sindaco, anche dopo un eventuale confronto con le parti sociali. Sono loro, in rappresentanza dei lavoratori, gli interlocutori privilegiati per la messa a punto delle nuove società.
Agli amministratori designati dal Comune, sarà affidato il compito di passare al vaglio il piano industriale già messo a punto durante il periodo commissariale, già di fatto concertato con i rappresentanti sindacali, e poi indire la procedura concorsuale per l’assunzione dei dipendenti. L’eccezione sollevata già a suo tempo dalle parti sociali riguardava appunto specificamente l’aspetto numerico della forza lavoro in capo alle nuove ”in house”. Il piano industriale prevedeva infatti l’assunzione di circa 220 unità, 40 in meno di quelle in forza alla ex Multiservizi. Un gap che dovrebbe in qualche modo essere risolto con il meccanismo dei prepensionamenti, senza contare che potrebbe esserci, tra i 260 ex dipendenti della società partecipata, chi non avrà i requisiti per partecipare alla nuova procedura di selezione per via di carichi penali pendenti.
L’intenzione del Palazzo comunque sembra quella di salvaguardare i livelli occupazionali, tentando di traghettare gli ex Multiservizi nella nuova ”in house”. Proprio in considerazione di ciò da Reggio è partita la richiesta di un parere nei confronti del Ministero dell’Interno circa la possibilità di utilizzare la cosiddetta clausola sociale, quella che nei fatti garantisce il riassorbimento della forza lavoro nel passaggio da una società ad un’altra. L’ostacolo da questo punto di vista potrebbe essere rappresentato dalla mancanza di una continuità contrattuale per i lavoratori, considerando che il contratto con la Multiservizi è stato sciolto dal Comune ormai da molti mesi. Ma della vicenda la nuova Giunta ha ritenuto investire il Ministero dell’Interno, proprio con l’obiettivo di mettersi a riparo da eventuali problematiche successive.





