Rischia di crollare l’intero impianto accusatorio del processo “Minotauro”, che nel 2011 portò alla luce gli affari della ‘ndrangheta in Piemonte. Il procuratore generale della Corte di Cassazione, infatti, oggi ha chiesto l’annullamento con rinvio alla Corte d’Appello di Torino di 50 condanne.
Secondo quanto riferito da alcuni avvocati, per il procuratore non sarebbe emerso “il metodo mafioso come richiesto dall’articolo 416 bis del codice penale”. Per questa ragione ha richiesto che venga fatto un nuovo processo. La sentenza potrebbe arrivare in serata.
Se crollasse il 416 bis, l’intera inchiesta che svelò le infiltrazioni della ‘ndrangheta nella provincia torinese, rischierebbe di subire un ridimensionamento importante.
Già nel 2013 erano state annullate 2 condanne (Leggi qui), ora, il colpo per la Procura e la Dda di torino potrebbe essere ancora più duro.
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