• Home / CALABRIA / Parità, Tar travolge le Giunte di Rombiolo, Montalto, Torano e Vaccarizzo Albanese
    Maria Stella Ciarletta
    Maria Stella Ciarletta

    Parità, Tar travolge le Giunte di Rombiolo, Montalto, Torano e Vaccarizzo Albanese

    di Mario Meliadò – Quattro schiaffi alle discriminazioni di genere in politica. Il risultato colto dalla consigliera regionale di Parità Stella Ciarletta è, per molti versi, sorprendente: i quattro ricorsi proposti davanti al Tar calabrese e illustrati alla stampa nel settembre scorso sono stati tutti accolti.

    Il verdetto dei magistrati amministrativi ha riconosciuto che è violazione della “legge Delrio” (la 56/2014) non inserire alcuna donna in una Giunta municipale, sì, ma anche solo inserirvi meno del 40 per cento d’assessori per ciascun sesso: una percentuale che fino al 9 gennaio scorso era stata considerata velleitaria, ordinatoria, una sorta di “sprone” paritario e insomma non tassativa. Tanto che in molti, moltissimi Comuni il sindaco di turno puntualmente non rispettava le proporzioni fissate nella “legge 56” e poi si rifugiava nell’arcinota, formalissima formuletta: non è stato possibile «rinvenire nel territorio del Comune disponibilità sufficienti» al rispetto delle proporzioni della rappresentanza

    Ma le cose non stanno così, né bastano più vieti formalismi di maniera a scampare ai rigori della legge. E con questo pronunciamento del Tar della Calabria, al riguardo, siamo forse a una svolta a carattere nazionale.

    Torano Castello
    Torano Castello

    Ecco allora che cadono per effetto delle decisioni dei magistrati amministrativi ben quattro Giunte comunali: in provincia di Cosenza vengono meno gli esecutivi di Montalto Uffugo, Torano Castello e Vaccarizzo Albanese (tutti centri nel cuore dell’Arberia), nel Vibonese a essere colpita è la Giunta comunale di Rombiolo.

    Il principio paritario dunque non va solo predicato, o salvaguardando inserendo “per facciata” un assessore “rosa” (magari, classicamente, con delega alle Pari opportunità) ma attuato nella sua sostanza. E se non lo si fa, si rischia molto molto concretamente la caduta della Giunta; fermo restando che quest’esito non coinciderà comunque con lo scioglimento dell’Ente.

    Si tratta semplicemente della caducazione del decreto con cui il primo cittadino di specie aveva formato un esecutivo municipale non rispettoso della percentuale minima del 40% di donne (o di uomini, ove gli assessori di sesso femminile fossero in maggioranza…). Il sindaco andrà quindi a emanare un nuovo decreto, varando un nuovo esecutivo nel quale però le proporzioni della rappresentanza tra i due sessi secondo la “Delrio” dovranno stavolta essere rispettate.

    Scontato il giubilo di Maria Stella Ciarletta (di professione, avvocato): «È una giornata che non dimenticherò», evidenzia la consigliera regionale di Parità sul suo profilo Facebook. E questo, per «la gioia di chi ha creduto in tutto questo assieme a me», senza «cedere alle provocazioni» e al contempo senza neppure «strumentalizzare una battaglia di civiltà e di democrazia»: cosa che poteva benissimo essere, visto che la stessa Ciarletta era candidata nelle liste del Partito democratico nella Circoscrizione elettorale Sud alle Regionali del 23 novembre.

    Epperò, non sarebbe stato un rilievo fondato: se a Montalto Uffugo Pietro Caracciolo è stato eletto alla testa di una sequenza di formazioni di centrodestra e Sabatino Aldo Cariati, primo cittadino di Torano Castello, rappresenta l’anima “civica” di Primavera Toranese (e così a Vaccarizzo Albanese Antonio Pomillo con Liberamente per Vaccarizzo), a Rombiolo, per dire, il sindaco Giuseppe Navarra appartiene proprio al Partito democratico, lo stesso partito della Ciarletta, che però “non ha fatto sconti”.

    Nei prossimi giorni, la consigliera regionale di Parità terrà comunque un’annunciata conferenza stampa sui dettagli delle novità in arrivo dal Tar Calabria.

    Del resto, è vero che siamo forse a una svolta; ma è vero pure che già a settembre, a Palazzo Campanella, nell’illustrare agli operatori dell’informazione i quattro ricorsi al Tar presentati, la stessa Maria Stella Ciarletta aveva fornito dati di massimo interesse rispetto alla governance dei Comuni che erano andati al rinnovo appena quattro mesi prima: in 65 di quei 149 Comuni calabresi non c’è neanche una donna in giunta, in 47 ce n’è una solamente.