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    Vibo, Nesci (M5S) ai lavoratori della Provincia: ‘Dobbiamo portare vicenda a Roma’

    “Necessario portare a Roma la ‘questione vibonese’, cioè il dramma e i bisogni di un territorio in cui si perdono posti di lavoro, le imprese agonizzano, la ‘ndrangheta avanza e cresce l’emigrazione”. Lo ha detto stamani ai lavoratori della Provincia di Vibo Valentia (APPROFONDISCI QUI) e di altri settori, ai sindacalisti e ai politici presenti la deputata M5s Dalila Nesci, che ha partecipato a un incontro sul futuro dei dipendenti dell’ente, da cinque giorni in sciopero per il mancato pagamento di due mensilità arretrate. La parlamentare ha poi spiegato: “Nel maggio scorso, Gianpiero Bocci, sottosegretario dell’Interno, aveva assunto l’impegno a nome del governo di modificare la normativa per consentire interventi straordinari a favore della Provincia di Vibo Valentia, in dissesto finanziario e con grandi difficoltà di gestione. Quell’impegno va ricordato sempre al governo, che nei suoi tanti decreti, spesso approvati con la fiducia, finora ha messo da parte questo pezzo di Calabria pieno di sofferenze”. Secondo la deputata M5s, “adesso c’è un’occasione irripetibile per l’intera provincia di Vibo Valentia, dal momento che il governo nazionale e regionale sono dello stesso partito”. “Pertanto – ha proseguito la parlamentare Cinque stelle – bisogna guardare molto in avanti e collaborare al bene comune con la massima onestà politica. Da parte mia, pur essendo all’opposizione in parlamento, assicuro piena disponibilità, perché mi interessa il futuro dei lavoratori e delle famiglie”.
    Nesci ha concluso: “Alla riforma Delrio sulle Province è stato aggiunto un emendamento, nella legge di stabilità, che dimezza il personale. Questo è un grosso problema, che va affrontato con capacità politica. Avevo già chiesto che la diminuzione della quota nazionale di cofinanziamento della nuova programmazione europea fosse messa con un atto formale a disposizione del territorio calabrese. Confido nella partecipazione del governatore regionale, Mario Oliverio, che può dare un contributo di peso per sostenere nelle sedi più alte la ‘questione vibonese'”.