Lo sciopero di oggi, al quale hanno partecipato in tutta Italia milioni di lavoratori è stato fondamentale per lanciare un segnale chiaro al governo Renzi: “I sindacati non ci stanno!”. Nonostante l’assenza della Cisl, che in qualche modo appoggia Renzi, accreditando su punti forti come il Jobs Act e la legge di stabilità l’esecutivo, i lavoratori in piazza oggi erano in tanti. E dopo un corteo la parola è andata a loro, ai vari leader dei sindacati. A Catanzaro si susseguono sul palco Benedetto Cassala, segretario Uil Cz, Giuseppe Valentino, segretario Cgil Cz, e Raffaele Mammoliti, segretario regionale Cgil.
“Vogliamo lavorare con dignità e con la schiena diritta. Non vogliamo assistenza. Nella nostra regione – ha spiegato Cassala – sono carenti tutti i settori ed oggi la Calabria si è fermata per dire basta. Le nostre iniziative danno fastidio perché portano avanti il diritto dei cittadini davanti ad un presidente del Consiglio che rappresenta il nostro Paese senza averne diritto. A noi, ai sindacati deve portare rispetto. Non vogliamo sostituirci alla politica, ma solo dare suggerimenti per migliorare il Paese”.
“Oggi abbiamo fermato i cantieri, abbiamo fermato il lavoro dei forestali, alcune scuole, il lavoro della pubblica amministrazione – ha spiegato Valentino – perché rispettiamo i lavoratori. Oggi abbiamo fermato anche i voli. Dalle 10 alle 18 nessuno parte non solo dalla Calabria, ma da tutta Italia. Anche Renzi deve avere rispetto per noi e non ha rispetto dicendo che possiamo scioperare, perché scioperare è un nostro diritto e noi lo facciamo anche se ci dice che non lo possiamo fare”.
E ad al presidente della Regione Mario Oliverio si rivolge, invece, Raffaele Mammoliti: “Ad Oliverio chiediamo di occuparsi in prima istanza di tre proposte operative – ha sottolineato Mammoliti – utilizzo immediato e proficuo dei fondi comunitari, che dovranno essere destinati per finanziare progetti produttivi che creino occupazione, in secondo luogo dovrà preparare un piano straordinario per il lavoro che parta dalla manutenzione ordinaria e straordinaria del territorio, infine per far fronte alla povertà garantire un piano sociale a livello regionale che si faccia carico delle famiglie che hanno bisogno. Con il nuovo governatore vogliamo un confronto perché la campagna elettorale è finita”.





