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Processo ‘All inside 3’: sentenza entro la fine dell’anno

31 Dicembre 2014
in CITTA, Reggio Calabria
Tempo di lettura: 3 minuti
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Procuratore Di Palma

Chiesti oltre 2 secoli di carcere per gli Ascone di Rosarno. Il sostituto procuratore antimafia Roberto di Palma ha effettuato la propria requisitoria presso l’aula bunker di Viale Calabria. Nello specifico il pm ha chiesto al gup distrettuale Antonio Scortecci le seguenti condanne: Alessandro Ascone (11 anni), Antonio Ascone (16 anni), Francesco Ascone (14 anni), Gioacchino Ascone (11 anni e 6 mesi), Michele Ascone (12 anni e 6 mesi), Salvatore Ascone (13 anni), Vincenzo Ascone (10 anni), Giuseppe Bonarrigo (10 anni), Domenico Consiglio (11 anni), Carmela Fiumara (12 anni), Francesco Fiumara (11 anni), Vincenzo Fiumara (11 anni), Damiano Furuli (11 anni), Rocco Furuli (11 anni), Orlando Galatà (5 anni e 8 mesi), Angelo Giordano (11 anni), Aldo Nasso (11 anni), Rocco Scarcella (11 anni). Gli arresti furono eseguiti il 13 giugno dello scorso anno nell’ambito dell’operazione denominata “All inside 3”, dai Carabinieri del Comando provinciale reggino in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Reggio Calabria su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia. Gli imputati sono ritenuti a vario titolo responsabili di associazione per delinquere di stampo mafioso, detenzione illegale di armi, ricettazione, favoreggiamento personale, intestazione fittizia di beni, riciclaggio, danneggiamento, rapina, il tutto aggravato dalle modalità mafiose. Con l’indagine “All inside 3” gli inquirenti stanno provando a definire, per la prima volta dal punto giudiziario, la famiglia Ascone come cosca di ‘ndrangheta. Naturalmente questo cognome compare nelle carte giudiziarie da molto tempo poiché il gruppo degli Ascone è stato già considerato dagli inquirenti come una famiglia satellite dei più potenti clan di Rosarno, ossia i Pesce ed i Bellocco, duramente colpiti dalle recenti inchieste giudiziarie “All inside 1″ e “All iside 2” che portano la firma del pm Alessandra Cerreti. Con le prime due trance di arresti, che hanno già portato parecchie condanne a molti anni di carcere, i magistrati antimafia hanno stanato la criminalità organizzata della Piana di Gioia Tauro e anche con questo processo si tenta di stabilire le responsabilità di altri soggetti attivi presumibilmente nelle illecite dinamiche rosarnesi. L’indagine “All inside 3” fornisce, secondo la Procura, uno spaccato degli assetti criminali esistenti a Rosarno, documentando gli equilibri – peraltro precari – tra i soggetti ritenuti appartenenti alle diverse cosche. Gli inquirenti sono convinti che i Pesce e Bellocco costituiscano tuttora due poli intorno ai quali gravitano altre famiglie, ad esse collegate sia da legami di parentela che da affari illeciti. Le risultanze investigative, come lette dalla D.D.A., evidenziano che questi due clan non si presentano come nuclei contrapposti, facendo capo invece, ognuno di essi ad un comune baricentro di interessi di tipo economico e criminale.  A conferma di ciò si è verificato che anche in presenza di una sovrapposizione di mire espansionistiche, le due articolazioni territoriali della ‘ndrangheta si sono adoperate per evitare che si creassero fratture tra le varie cosche satelliti.  È il caso delle vicende che hanno riguardato proprio le famiglie Ascone e Sabatino, ritenute rispettivamente legate ai Bellocco e ai Pesce. La contrapposizione tra queste due famiglie avrebbe anche indotto i Pesce a effettuare le azioni di fuoco nei confronti degli Ascone, costola appunto dei Bellocco. La faida con i Pesce scoppierà nell’agosto 2007, anche se ad aprire la mattanza sarà l’omicidio dei fratelli Maurizio e Domenico Cannizzaro, ritenuti vicini ai Bellocco e agli Ascone e uccisi nel febbraio 1999. Tali uccisioni scateneranno una lunga serie di eventi sanguinosi, dall’attentato a Cosma Preiti, gravitante nell’orbita dei Pesce, all’uccisione di D’Agostino ed al tentato omicidio di Francesco Giovinazzo e Vincenzo Ascone, e poi nell’agguato a Domenico Sabatino registratosi nell’ottobre del 2006. Sarà proprio questo omicidio che porterà gli inquirenti ad indagare non solo sui due principali nuclei criminali, ma su le famiglie Ascone e Sabatino. La cronologia degli eventi omicidiari e la contrapposizione fra i Pesce e gli Ascone,  originatisi  in occasione dell’uccisione di Maurizio Cannizzaro, avrebbe quindi permesso alla Procura antimafia di delineare la struttura organizzativa ed il modus operandi degli Ascone e la loro intima connessione con i Bellocco. La parola passa adesso agli avvocati difensori; la sentenza del gup è attesa entro la fine dell’anno.

(a.p.)

Tags: All inside 3AsconeDi palmaprocessoRosarno
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