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    ‘Ndrangheta, traffico di droga: 18 arresti. Tra questi 5 nuovi esponenti (Nomi)

    Nell’ambito dell’operazione eseguita quest’oggi da parte delle Fiamme Gialle, denominata “Puerto Liberado 2” sono stati arrestati, aggiungendosi ai tredici già raggiunti da custodia cautelare lo scorso 24 luglio (LEGGI QUI I DETTAGLI ODIERNI), ulteriori cinque esponenti per traffico internazionale di sostanze stupefacenti, e precisamente: Trimarchi Vincenzo cl. ’69, Galluccio Giuseppe cl. ’63, Moretti Carlo cl. ’65, Nirta Francesco cl. ’87 e Staiti Antonio Giovanni cl. ‘64
    Gli odierni arrestati sono gli ulteriori soggetti emersi quali presunti responsabili nell’ambito del procedimento penale, le cui indagini hanno consentito di individuare l’esistenza di una vera e propria organizzazione criminale, radicata nel territorio della Piana, che, avvalendosi della fattiva collaborazione di personale infedele della società di gestione della banchina merci del porto calabrese, provvedeva a far fuoriuscire i carichi di stupefacente in arrivo dai maggiori porti del Sud America.
    Primo fra tutti, Trimarchi Vincenzo alias il “Merlo”, dirigente quadro della società di gestione della banchina merci del porto gioiese, già arrestato in flagranza di reato il 6 ottobre 2011, mentre tentava di allontanarsi trasportando a bordo di un furgone sedici borsoni contenenti 560 kg circa di cocaina purissima. A carico di Trimarchi sono emersi chiari indizi di responsabilità, che lo vedrebbero coinvolto a pieno titolo nella “società di servizi dei Fratelli BRANDIMARTE” per la fuoriuscita dallo scalo portuale gioiese delle partite di cocaina importate dalle cosche reggine. In tale attività delittuosa Trimarchi è stato coadiuvato dai sui colleghi Sgambettera Gianpietro e Ietto Mario, questi ultimi già sottoposti a fermo lo scorso 24 luglio.
    Gli ulteriori arrestati avrebbero agevolato l’organizzazione, prendendovi parte ognuno con propri specifici ruoli, e, in particolare: Galluccio Giuseppe cl. ’63, MorettiCarlo cl. ’65 e Staiti Antonio Giovanni avrebbero gestito logisticamente Caratozzolo Vincenzo, durante la sua permanenza in Colombia, quale emissario dell’organizzazione per avviare i contatti con i narcos sud americani; Nirta Francesco cl. ’87, invece, avrebbe gestito, per conto dell’organizzazione, il traffico di stupefacenti nella capitale romana, prima di essere arrestato nel luglio del 2013 dalla Guardia di Finanza di Roma, in applicazione di un’ordinanza di misura cautelare in carcere, emessa in data 04.12.2012 dal Tribunale di Reggio Calabria – Sezione GIP-GUP. Tra i soggetti non colpiti dall’ordinanza, ma indagato a piede libero, risulta un altro dipendente dello scalo portuale.
    In tale contesto, altresì, gli accertamenti patrimoniali svolti Nucleo PT/ G.I.C.O./Sezione Goa di Reggio Calabria e dallo Scico della Guardia di Finanza hanno consentito di rilevare una globale situazione reddituale del tutto iniqua rispetto a quanto posseduto. L’attività è stata indirizzata all’individuazione del patrimonio degli indagati e dei loro rispettivi nuclei familiari, previa rilettura – in chiave patrimoniale, economica e finanziaria – degli elementi già emersi nel corso delle investigazioni condotte, che avevano consentito l’emissione dei primi provvedimenti di fermo di indiziato di delitto.
    La certosina attività d’indagine, espletatasi con ritmi serrati, atteso il concreto pericolo di dispersione dei beni a poca distanza dai fermi, ha consentito di rilevare come i nuclei familiari degli odierni indagati presentassero una globale situazione reddituale del tutto iniqua rispetto al patrimonio posseduto, chiara attestazione della sussistenza di un’evidente sperequazione tra reddito dichiarato e tenore di vita degli indagati. La presunta illiceità del patrimonio rappresenta, quindi, un’inequivocabile frutto delle attività criminali poste in essere dagli stessi in seno ed al servizio della organizzazione criminale suddetta.