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    Piccola e media impresa, la pagina calabrese del seminario di Confindustria

    Una pagina dedicata interamente alla Calabria ha aperto oggi i lavori del seminario dedicato alla Piccola e media impresa, “Una nuova finanza è possibile. Strategie per le PMI”, tenuto oggi a Copanello di Stalettì, in provincia di Catanzaro (LEGGI QUI SPECIALE SU SEMINARIO). Al centro del dibattito sul futuro delle imprese calabresi, il credito e la finanza. “Le banche devono tornare ad instaurare un rapporto con le imprese – sottolinea Daniele Rossi, presidente Confindustria Catanzaro -. Solo così si può evitare il fallimento. Fare impresa nella nostra regione significa indossare una corazza, è vero, ma la Calabria non è fallita, deve solo prendere consapevolezza del suo valore”. Il modello imprenditoriale calabrese “è un modello che stiamo cercando di costruire con le forze sane di questa regione – ha spiegato Giuseppe Speziali, presidente Confindustria Calabria -. La Calabria non può imitare le altre regioni prendendo come spunto i loro modelli di successo, deve trovare il successo nelle proprie risorse e di quelle ce ne sono tante”. Anche il porto di Gioia Tauro è al centro delle discussioni: “Il nostro porto – ha continuato Speziali – è una via d’accesso diretta per l’Europa, ma in termini di tasse non conviene. La Zes deve essere fatta, il problema è che manca la volontà politica. Fiducia e responsabilità sono le parole chiave da coniugare  affinché la Calabria possa avere un futuro”. “Se in questo Paese si continuerà a bocciare ciò che funziona, non si va da nessuna parte – ha detto Paolo Abramo, presidente CCIAA Catanzaro -. Le Camere sono virtuose ed è scientificamente dimostrato che sono gli unici enti che provvedono alla necessità dei vari territori anche in maniera suppletiva”. Un ruolo centrale per le piccole e medie imprese è ricoperto dai confidi “che sono le uniche a dare vere garanzie alle piccole e medie imprese”, sottolinea Renato Pastore, presidente Unionfidi Calabria. “E’ cambiato modo di fare credito al Sud – ha proseguito Pastore – e le banche non devono utilizzare i confidi solo per i crediti che non sono accettati dal Fondo Centrale, bisogna smettere di guardare con sospetto a questa novità”. Ha chiudere il primo dibattito Fiorenzo Sbabo, Vice presidente Banca Nuova, che ha rimarcato quanto “Banca Nuova sta facendo nel territorio quello che dovrebbero fare tutte le banche, ossia dare credito e tutte le banche dovrebbero iniziare a pensare allo stesso modo”.

    (Clara Varano)