A distanza di quasi 5 anni, oggi si conclude una parte della vicenda giudiziaria legata alla morte della piccola Sara Sarti, che nel’estate del 2009 sconvolse l’intera Calabria. Si è tenuta, infatti, presso il tribunale di Locri, l’udienza finale per il processo relativo al decesso della bimba, tragicamente deceduta il 24 agosto 2009 a Casignana (RC). I giudici hanno assolto Maria Teresa Sabatino, la pediatra accusata di omicidio colposo. La storia è nota a molti, perché ha colpito la drammaticità di una morte in così giovane età: la bambina aveva accusato febbre, vomito e dolori addominali, per questo era stata sottoposta a visita medica. Il medico di turno aveva però consigliato una terapia sintomatica da effettuare a domicilio. Il giorno successivo la bambina è stata trovata “in stato di ipertono generalizzato, con cianosi e grave compromissione dello stato generale”. Per questo la piccola era stata portata immediatamente al Pronto Soccorso, ma mentre inizialmente era vigile, successivamente perdeva conoscenza, per arrivare, in seguito, alla morte.
Il caso è stato seguito dall’Associazione Codici fin dall’anno 2011. “Oggi si è tenuta l’udienza per uno dei casi che più hanno sconvolto l’opinione pubblica negli ultimi anni, cioè la morte della piccola Sara Sarti: è stata decretata l’assoluzione della pediatra, perché il fatto non sussiste – commenta Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale Codici –. Rispettiamo la sentenza, ma aspettiamo le motivazioni per valutare l’eventualità di un appello”.
“Il diritto alla salute è diventato quasi un optional – conclude Ivano Giacomelli – Altri interessi muovono il sistema, spesso di natura economica e politica. A tutto questo noi diciamo “basta”, con l’istituzione di 100 punti d’ascolto in tutta Italia”.





