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    Toghe Lucane: “Un sodalizio per condizionamenti illeciti”

    Un “sodalizio” divenuto punto di riferimento di politici, anche di opposto schieramento, amministratori pubblici, avvocati, imprenditori e faccendieri. E’ questa la ricostruzione che ha portato il sostituto procuratore della Repubblica del Tribunale di Catanzaro, Luigi De Magistris, a contestare l’associazione a delinquere nell’ambito dell’inchiesta “Toghe lucane”, con il provvedimento di conclusione indagini emesso ieri nei confronti di 33 persone. Uno schema consolidato e organizzato con tanto di ruoli per quanti “avevano la necessita’ di interventi illeciti – scrive il magistrato – per il condizionamento, in loro favore e di persone di cui erano referenti, dell’attivita’ giudiziaria che si svolgeva presso gli uffici giudiziari di Potenza e Matera”. Secondo il provvedimento di conclusioni delle indagini, “i pubblici ufficiali che partecipavano al sodalizio asservivano la loro funzione a interessi privati, ricevendo utilita’ varie, quali incarichi in ruoli di vertice all’interno dell’ordine giudiziario, incarichi presso la Commissione parlamentare antimafia, la disponibilita’ diretta dell’Azienda ospedaliera San Carlo di Potenza, la promessa di assunzione di parenti presso strutture pubbliche, interventi indebiti presso il Consiglio superiore della magistratura e il ministero della Giustizia, il consolidamento di posizioni di prestigioe di influenza dominante all’interno dei gruppi di potere – aggiunge il pm – in primo luoghi politici operanti in Basilicata e a Roma, condotte di favore da parte di appartenenti alle forze dell’ordine, nonche’ divenendo interlocutori privilegiati di esponenti di primo piano della Camera penale degli avvocati di Potenza e Matera”. Per quanto riguarda il capo A del provvedimento di conclusione delle indagini, il reato di associazione per delinquere e’ contestato nei confronti di Vincenzo Tufano, procuratore generale presso la Corte di appello di Potenza; Gaetano Bonomi, sostituto procuratore generale presso la Corte di appello di Potenza; Felicia Genovese, sostituto procuratore della Repubblica presso la Dda di Potenza; Michele Cannizzaro, marto della Genovese, direttore generale dell’Azienda ospedaliera San Carlo di Potenza; Giuseppe Chieco, procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Matera; Iside Granese, presidente del Tribunale di Matera; Emilio Nicola Buccico, avvocato e componente del Consiglio superiore della magistratura e senatore della Repubblica; Pietro Gentili, ufficiale dei carabinieri; Vincenzo Barbieri, capo della direzione generale magistrati presso il ministero della Giustizia; Luisa Fasano, dirigente della Squadra mobile di Potenza; Giuseppe Labriola, avvocato e presidente del Consiglio dell’ordine degli avvocati di Matera. (AGI)