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    Firma protocollo accordo lavoro e tribunale

    La carica dei mille: tutti di corsa in tribunale contro la disoccupazione

    Mille posti per disoccupati e percettori di ammortizzatori sociali. Mille e non 23 come quelli messi a disposizione dal Ministero della giustizia e che tra l’altro baciavano in fronte solo alcuni. La Regione Calabria, infatti, firmando un protocollo di intesa con i due distretti di Corte d’Appello calabresi ha aperto le porte a due opportunità per 24 mesi: occupazione, in primis, e supporto alla macchina amministrativa della giustizia tanto lenta per la carenza di organico.
    Roccisano“L’importanza di questo accordo – ha sottolineato l’assessore al ramo Federica Roccisano – è duplice, perché da una parte rafforziamo il sistema giudiziario e dall’altra si dà una risposta al problema sociale della disoccupazione. Ridiamo una speranza a chi le aveva perse perché il Ministero aveva garantito solo ventitré posti. È una risposta talmente seria da dare che presto vedrete simili soluzioni anche in altri settori, perché pensiamo che erogare solo la mobilità sia inutile, formarli come lavoratori diventa una risorsa”.

    Il protocollo, dunque, prevede l’utilizzo di mille persone in difficoltà “sui quali – ha spiegato il presidente Mario Oliverio – abbiamo deciso di fare un investimento utilizzando risorse nostre e comunitarie. OliverioDobbiamo rafforzare l’amministrazione della giustizia che rappresenta un presidio fondamentale per la legalità e la sicurezza, che devono essere sostenute. Abbiamo scelto di investire risorse in questa direzione sottraendo al bacino della disoccupazione e della disperazione per la mancanza di futuro e aiutando l’occupazione a diventare una realtà”.

    Per gli amministrativi che hanno già frequentato corsi di formazione, invece, il presidente ha chiarito che “avranno i titoli per essere selezionati con vantaggio, perché nei bandi concordati con i procuratori pensiamo di mettere criteri che possano tener conto di quella che è un’esperienza lavorativa fatta nel settore”.

    Un modello che potrà essere utilizzato anche in altri ambiti “perché l’utilizzazione delle risorse in direzione degli ammortizzatori sociali deve coniugarsi con l’utilità del lavoro, perché rendere il lavoro utili significa rendere dignitoso il lavoro delle persone”.

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