di Clara Varano – Una strada destinata a diventare un inferno nei prossimi mesi. L’esodo estivo che avrà inizio sin da giugno per poi raggiungere l’acme tra luglio ed agosto e l’idea di una A3 interrotta e di una SS 18 congestionata dal traffico di mezzi pesanti non piace proprio a nessuno. Sicilia e Calabria tagliate fuori non solo dall’economia in genere ma nello specifico, almeno per i mesi estivi, da quella turistica per eccellenza. In quanti, infatti, sarebbero disposti a fare ore ed ore di fila per raggiungere le due regioni? Il problema è di portata tale che lo stesso ministro alle Infrastrutture Graziano Delrio ha indetto un incontro straordinario per il prossimo 3 giugno.
Crolla una parte della nuova autostrada e il viadotto Italia viene sequestrato. L’Anas cerca di metterci una pezza. Si scopre che quel macrolotto rientra tra quelli su cui aleggia il sospetto del solito malaffare all’italiana venuto fuori nell’operazione “Sistema” e dopo due mesi siamo ancora qui a discutere su cosa fare. La prima domanda da porsi nell’immediato e che avrebbe dovuto avere una immediata risposta. E invece no. L’Anas, i cui progetti di messa in sicurezza sono stati bocciati dai periti della Procura di Castrovillari che per motivi di sicurezza ha sequestrato il tratto autostradale, ieri sera presenta una bozza da approvare di progetto provvisorio per gestire l’emergenza. E a questo punto il presidente della Regione Mario Oliverio, forse sentendosi preso in giro, sbotta: “Chiederemo i danni per l’economia calabrese. I nostri intenti sono supportati da sentenze della Cassazione e a Delrio chiederò che vengano prese misure di estrema urgenza come l’abbattimento delle tariffe aeree e ferroviarie per raggiungere la Calabria” e i sindaci del Tirreno cosentino e del Pollino, la cui stagione estiva è ad alto rischio non sono più leggeri. “Siamo pronti ad attuare – scrivono – anche iniziative eclatanti affinché sia scongiurato, soprattutto nei mesi estivi, il perdurare della situazione determinatasi che non sarebbe in alcun modo sopportabile e che assumerebbe aspetti ancora più drammatici e preoccupanti per l’incolumità dei cittadini che percorrono quotidianamente la SS18”.
Quest’ultima, infatti, pur essendo una strada statale, proprio a causa dell’interruzione del Viadotto Italia è costretta da due mesi ormai a sopportare il traffico, autostradale e l’ininterrotta circolazione di tir e mezzi pesanti di vario genere, pur non essendo strutturalmente capace di sopportare questo tipo di circolazione e di garantirne, pienamente, le condizioni di sicurezza.
“A garanzia dell’incolumità dei nostri concittadini, per le ragioni di sicurezza sopra esposte e come estrema forma di protesta saremo costretti, pertanto, qualora permanesse tale situazione, ad emettere delle ordinanze di chiusura di ciascun tratto stradale della SS18 ricadente nei nostri Comuni”.
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