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    Il M5S denuncia: 140 milioni in più dalla Regione all’Università di Catanzaro

    di Clara Varano – I Grillini Paolo Parentela e Dalila Nesci, hanno consegnato giovedì scorso due esposti alla Procura di Catanzaro, entrambi, in qualche modo contro la Regione. Sotto la lente di ingrandimento dei “pentastellati” questa volta sono finiti l’intesa tra Regione e Ospedale Bambino Gesù di Roma e quella tra Regione ed Università Magna Graecia di Catanzaro. In quest’ultimo caso, secondo quanto rilevato nella labirintica documentazione dei due enti, dai Cinque stelle, la Regione avrebbe “regalato”, si fa per dire, a spese dei contribuenti, circa 20 milioni all’anno all’Università del capoluogo, o meglio, all’Azienda ospedaliera universitaria “Mater Domini”.
    Il rapporto tra l’Università “Magna Graecia” di Catanzaro – cui fa capo l’Azienda ospedaliero-universitaria “Mater Domini” di Catanzaro – e la Regione Calabria, finalizzato all’integrazione dell’assistenza sanitaria regionale attraverso l’erogazione di prestazioni dell’Aou “Mater Domini”, è disciplinato da un protocollo di intesa della durata e validità di quattro anni ed il primo protocollo è stato firmato nell’ottobre del 2004, ben 11 anni fa.
    Secondo quanto dicono i deputati del M5S nell’esposto, dal 2008 in poi, tutte le proroghe dell’intesa sarebbero illegittime.

    I fatti così come riportati nell’esposto presentato in Procura

    “Il Subcommissario Luigi D’Elia – scrivono i parlamentari – non appena nominato (giugno 2011), al fine di rispondere alle sollecitazioni ministeriali e del c.d. «tavolo Massicci» e, soprattutto, ritenendo non lecito il regime di vacatio, iniziò a concertare con il Rettore lo schema del nuovo protocollo. Dopo sette mesi di negoziazione, si pervenne a uno schema concordato tra i due soggetti dianzi citati, che fu recepito con Decreto del Commissario ad acta n. 110 del 5 Luglio 2012 che, nella premessa, ricordava le sollecitazioni ministeriali e, addirittura, affermava l’illiceità del regime di prorogatio per come di seguito testualmente riportato: «Constatata la vacatio determinatasi per la scadenza del protocollo quadro d’intesa sottoscritto, per la vigenza di un quadriennio, nell’anno 2004 e mai rinnovato o prorogato con atto formale peraltro non adottabile ai sensi delle norme vigenti in materia di forniture di beni e servizi»”.

    A sottolineare l’importanza di tale provvedimento il M5S cita il commento della Commissione Serra-Riccio, (la commissione governativa d’inchiesta sulla sanità calabrese attivata nel 2008, ndr), in ordine al protocollo all’epoca vigente: «Così come bisognerebbe ripensare al rapporto esistente con l’unica Università della Calabria, che attraverso protocolli d’intesa eccessivamente sbilanciati a favore dell’Università condizionano le scelte organizzative fondamentali della Mater Domini e non assicurano prestazioni assistenziali adeguate all’impegno finanziario previsto»

    Della concertazione con il Subcommissario D’Elia, lo stesso Rettore diede pubblicamente atto nel febbraio 2013. “La redazione del nuovo schema di protocollo – scrivono Dalila Nesci e Paolo Praentela – non è, pertanto, configurabile quale atto unilaterale della Regione come, ancora oggi, erroneamente e strumentalmente sostenuto in giro”.

    Il Rettore, però, non ha firmato l’atto chiedendo al Commissario ad acta una calendarizzazione per iniziare nuovamente la trattativa.

    Il Commissario ad acta, allora il presidente della Regione, Giuseppe Scopelliti dopo avere pienamente condiviso lo schema del nuovo protocollo ed avere sottoscritto senza eccepire alcunché la relativa proposta di decreto “non ha mai assunto – secondo i Cinque stelle – la dovuta posizione di tutela e difesa degli interessi della Regione ma ha continuato ad erogare, in un illegittimo regime di prorogatio, finanziamenti mensili pur in assenza di protocollo di intesa; che costituisce conditio sine qua non per la fruizione di finanziamenti pubblici da parte dell’Università”.

    Nel Dicembre 2012, l’allora dirigente del settore «Piano di rientro», dr. Gianluigi Scaffidi, sollevò il problema e fece rilevare al Subcommissario Luciano Pezzi, la mancanza del requisito dell’Università per fruire di finanziamenti pubblici e cioè l’assenza di sottoscrizione del nuovo protocollo, pronto da oltre cinque mesi.

    Pezzi inviò una nota, firmata anche dal Commissario ad acta Scopelliti al Rettore dell’Università “Magna Graecia”. Nella nota si invitava il Magnifico alla sottoscrizione del protocollo entro il 31 Gennaio 2013. Proprio in questa nota, lo stesso protocollo Regione/Università veniva definito «atto che ha reso finora legittimo il finanziamento pubblico all’azienda in questione».

    Posizione del settore “Economico-Finanziario” del dipartimento “Tutela della salute”

    In merito all’argomento, il Settore Economico-Finanziario dello stesso Dipartimento Tutela della salute in una nota dell’Agosto 2014 inviata al dirigente generale ff del Dipartimento scriveva: «Poichè quanto fino ad oggi trasferito alla AO Mater Domini, pari a € 28.209.951,00 per il periodo gennaio-luglio 2014, costituisce un importo prossimo al livello di produzione mediamente reso dall’azienda negli ultimi esercizi e considerato che questo Settore sta procedendo ad erogare i ratei mensili ancora sulla base del DPGR-CA n. 4/2013 (Riparto FSR 2012), né risulta ancora sottoscritto il citato protocollo Regione-Università, si comunica che dal mese di settembre p.v. i decreti di erogazione mensile non recheranno la quota prevista per I’AO Mater Domini a meno che i trasferimenti non vengano disposti dalla S.V. il cui gruppo firma sarà apposto sulle bozze dei provvedimenti».

    Dopo la nota, secondo quanto riscontrato dalle verifiche dei grillini, il dirigente generale, ha ugualmente autorizzato l’erogazione mensile della somma che equivale ad un surplus di finanziamento pari al 40%.

    E in merito al protocollo d’Intesa Regione-UMG, scaduto, scriveva: «…Si ritiene che lo stesso continui a produrre gli effetti degli accordi ivi contenuti se non altro in ragione della tacita prorogatio che si intende sussistere fino alla sottoscrizione del nuovo accordo, il quale risulta ad oggi in fase di formalizzazione».