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    Omicidio Carmelo Novella

    ‘Ndrangheta in Lombardia – Omicidio boss Novella, parlano i pentiti Belnome e Panajia

    Con “champagne e pasticcini”, così avrebbero festeggiato alcuni boss, secondo quanto raccontato dal collaboratore di giustizia Antonino Belnome, la morte di Carmelo Novella, il capo della ‘Provincia’, struttura di vertice che riuniva tutte le cosche in Lombardia, ammazzato in un bar, il 14 luglio 2008, a San Vittore Olona (Milano) e che perseguiva il progetto di rendere autonomi i clan lombardi dalla ‘casa madre’ calabrese. Oggi, i Ros, hanno notificato in carcere al presunto mandante del suo omicidio Cosimo Giuseppe Leuzzi, l’ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dal gip di Milano Andrea Ghinetti (Leggi qui la notizia).

    Il particolare nell’ordinanza vengono riportate le dichiarazioni di due pentiti, Antonino Belnome e Michael Panajia, due degli esecutori materiali dell’omicidio Novella e che da tempo ormai hanno deciso di collaborare con gli inquirenti milanesi. Proprio Belnome ha raccontato ai pm che, dopo l’omicidio, il presunto boss di Guardavalle (Catanzaro) Vincenzo Gallace, uno dei mandanti assieme a Leuzzi, avrebbe fatto trovare a casa sua per i due killer “una tavola, nella sua taverna, piena di pasticcini e bottiglie di champagne”. Sempre Belnome ha raccontato che Leuzzi si sarebbe informato con lui per sapere se avevano eseguito l’omicidio dicendogli: “Compà, ma il cappuccino l’avete pagato?”. Panajia, invece, ha spiegato ai pm che Leuzzi, dopo l’omicidio, quando erano in Calabria gli disse “questo è un presente, un pensiero di noi per te” e gli diede “una mazzetta da tremila euro”.