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    Industria Calabria, commercio e servizi: Catanzaro registra la caduta più intensa delle vendite

    In linea con l’andamento del settore su scala nazionale, resta in terreno negativo la dinamica delle vendite commerciali nel primo trimestre del 2014, per quanto con un lieve cenno di miglioramento rispetto al trimestre precedente. Il dato è stato registrato da Unioncamere, nel’ultima Congiuntura Calabria. A fronte di una riduzione dell’8,7% alla fine del 2013, le imprese del commercio al dettaglio segnano, infatti, un calo del 5,1% nei primi mesi del 2014 (il -3,7% in Italia). La performance delle imprese di dimensioni minori risulta migliore di quella delle imprese con 20 o più dipendenti: le prime passano infatti da una contrazione degli affari del 9,7% ad una del 5,2%, mentre le seconde accelerano la caduta, passando dal -2,3% delle vendite del trimestre precedente al -4,1% dell’inizio del 2014. Difatti, mentre la grande distribuzione vede accelerarsi la dinamica recessiva, con un calo delle vendite che passa dal 3,0% al 5,1%, il commercio al dettaglio passa dal -10,9% al -4,9% per i prodotti alimentari e dal -8,7% al -5,1% per gli altri prodotti, segnando così un netto rallentamento della crisi.
    Tra le province, Catanzaro fa registrare la caduta più intensa nelle venditenei primi mesi del 2014 (-8,1%) e Cosenza la flessione più contenuta (-2,8%).

    Anche il settore dei servizi – considerato al netto del commercio al dettaglio –, risente della debole domanda interna, con una contrazione del volume di affari pari al 3,0%, dimezzando comunque il ritmo della caduta, che si era attestato al 6,0% per due trimestri consecutivi. A livello settoriale, le contrazioni più contenute si registrano nell’informatica e telecomunicazioni e nelle attività dei servizi alle persone (-0,9% in entrambi i casi), mentre più intensi sono i cali registrati dalle mense e servizi bar (-6,3%) e dagli alberghi, ristoranti e servizi turistici (-4,6%).

    Per quanto riguarda le imprese del commercio al dettaglio, prevalgono aspettative di stabilità dell’attività economica, rilevate nel 73,2% dei casi. Vi sono, ad ogni modo, segnali di un miglioramento delle vendite, con leprevisioni positive che prevalgono su quelle negative (saldo pari a +4,2 punti percentuali; si attesta al 13% a livello nazionale). In particolare, a rivelarsi ottimista è soprattutto la grande distribuzione, con il 51,8% delle imprese che si dichiara proiettata su un rilancio delle vendite(saldo pari a +45,4 punti). È diversa la situazione della piccola distribuzione, laddove le imprese dedite alla vendita di prodotti alimentari esprimono timide aspettative ottimistiche (saldo positivo di 4,2 punti), mentre le altre si attendono un peggioramento (saldo negativo di 1,1 punti). La differenza appena riscontrata tra piccola e grande distribuzione si riscontraanche in relazione alle piccole e grandi imprese: le prime hanno aspettative di un peggioramento degli affari (saldo negativo di 0,6 punti) mentre le seconde sono decisamente orientate alla ripresa (saldo positivo di 34 punti).

    Le maggiori attese di recupero interessano la provincia di Cosenza (saldo positivo di 8,4 punti) e, in misura minore, quella di Vibo Valentia (3,7 punti), mentre all’ultimo posto si colloca la provincia di Catanzaro (+1,3).
    Analogamente a quanto riscontrato per il commercio al dettaglio, anche nel settore degli ‘Altri servizi’ si impongono le aspettative di una sostanziale stabilità del volume di affari per il secondo trimestre del 2014, stabilità che si rileva nel 73,0% dei casi. Il rallentamento della crisi sperimentato nei primi mesi dell’anno ha indotto le imprese a rivedere al rialzo le proprie aspettative di breve periodo, come dimostra il saldo tra le attese di aumento e quelle di diminuzione del volume di affari, che si attesta a +1,8 punti percentuali. Tra i settori, emergono saldi negativi per il commercio all’ingrosso e di autoveicoli (-16,3 punti) e per i servizi alle persone (-12,7), mentre tutti gli altri registrano saldi positivi; in particolare, esprimono maggiore ottimismo le imprese della logistica (saldo positivo di 27,1 punti) e le mense e servizi bar (+14,7 punti). Dal punto di vista dimensionale, mentre le piccole e medie imprese contano di mantenere sostanzialmente inalterato il volume di affari, le imprese più grandi sono proiettate su un rilancio delle vendite, con un saldo positivo di 5,0 punti.

    La distribuzione delle aspettative delle imprese degli altri servizi sul territorio calabrese appare variegata. Prevalgono attese di un aumento degli affari nelle province di Crotone (saldo positivo di 7,5 punti), Reggio Calabria (+4,5) e Cosenza (+1,5), mentre prevedono un peggioramento, le imprese delle province di Vibo Valentia (saldo negativo di 5,2 punti) e Catanzaro (-1,3 punti).