di Clara Varano – Il rapporto sulle Economie regionali della Banca d’Italia è stato presentato presso il Dipartimento di Scienze Giuridiche, Storiche, Economiche e Sociali del Campus dell’Università Magna Graecia di Catanzaro. Per la Banca d’Italia, sono intervenuti il Vice Direttore Generale Valeria Sannucci, il Direttore della Filiale di Catanzaro Luisa Zappone e il Responsabile dell’Area Ricerca Economica e Territoriale della Filiale di Catanzaro Giuseppe Albanese. “Il Rapporto è negativo – ha sottolineato Luisa Zappone -. Abbiamo riscontrato una riduzione dell’occupazione, degli investimenti ed un calo generalizzato in tutti i settori. I maggiori riflessi della crisi sono stati sul mercato del lavoro. La disoccupazione ha raggiunto, infatti, la soglia del 40% e la Calabria è all’ultimo posto nella graduatoria nazionale per il settore dell’occupazione. Abbiamo cercato di trovare dei settori per cui si possa parlare di ottimismo e ci siamo focalizzati sul settore e sull’industria dell’agroalimentare. Settori su cui investire per un maggiore sviluppo. In questo settore abbiamo riscontrato un aumento del fatturato ed un aumento dell’esportazione all’estero”. I temi illustrati dai rappresentanti di Bankitalia, sono stati oggetto di discussione da parte di Giuseppe Speziali (Presidente di Confindustria Calabria) e Camillo Nola (Vice Presidente di Granarolo SpA). “Quello che risulta dal rapporto è un gravissimo disagio sociale – ha dichiarato Speziali -. Per contrastarlo serve una nuova classe dirigente capace di interpretare i bisogni dei cittadini. Le banche, inoltre, devono tornare a fare le banche sostenendo gli sforzi delle imprese. Infine, la Calabria, ha un forte bisogno di legalità. Se noi non siamo capaci di denunciare i comportamenti illegali non possiamo pensare ad un vero sviluppo”. Camillo Nola, invece, ha attribuito nel suo intervento “gran parte della responsabilità alla classe politica”, sui temi delle emergenze “è necessario un confronto e non uno scontro come invece è avvenuto negli ultimi anni”, è Calabria solo se necessario “pensare ad un reddito di cittadinanza e soprattutto a ridurre il divario la rendita parassitaria e il lavoro vero”. Sulle imprese Nola ha sottolineato come queste “vengano in Calabria se ci sono le condizioni minime per poter lavorare e oggi non ci sono”.A concludere i lavori Valeria Sannucci che ha rimarcato “come uno dei compiti di Banca d’Italia è quello di ascoltare ciò che dicono gli operatori, con una particolare attenzione al tema del Mezzogiorno”.






