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    Lavorano nei vari enti ma nessuno si ricorda di loro: i ‘figli di un dio minore’ protestano in Consiglio

    Sono i lavoratori appartenenti al “Piano di Reinserimento Occupazionale”, disciplinati dalla legge regionale 15 del 2008, utilizzati nei vari comuni della Calabria, definiti figli di un dio minore dal sindacato Usb che li rappresenta.
    “In questi anni – scrive il sindacato – sono stati dimenticati da tutti, continuano a svolgere le proprie attività lavorative presso gli enti in cui sono stati assegnati,senza che mai nessuno (né Governo Nazionale, né Regione Calabria, né i Comuni) abbia tentato di risolvere la loro vertenza come è stato fatto per altre categorie. Questi lavoratori, infatti, svolgono le loro mansioni senza nessun diritto e senza alcuna tutela.
    A questo proposito si fa presente, che né la Regione Calabria (Ente pagatore), né i Comuni (Enti utilizzatori) fino ad oggi, hanno intrapreso le dovute iniziative di stabilizzazione (non dimentichiamo che il lavoro viene svolto senza un centesimo di contributi ai fini pensionistici); corresponsione mensile del sussidio (appena 720,00 Euro), risultando essere, inoltre, in arretrato delle mensilità che vanno dal settembre al dicembre 2014 e di quelle dei mesi di marzo e aprile 2015 per un complessivo di sei mensilità. Oltre il danno la beffa, in quanto gli arretrati sono soggetti a tassazione separata per cui si troveranno decurtato il misero sussidio a circa 550 Euro, creando tutto ciò grave disagio e tensione nelle loro famiglie. Come Usb siamo pronti ad attivare tutte le forme di lotta che insieme ai lavoratori riterremo utili per costringere la politica ad attivarsi per dare risposte concrete alle nostre richieste.
    Lo faremo senza indietreggiare di un solo passo partendo già dal prossimo Consiglio Regionale de 20 maggio, con un presidio a partire dalle ore 11.00”.
    Giorno 13 maggio è stata data comunicazione al comune di Reggio Calabria da parte dell’Usb e dei lavoratori che, quest’ultimi non sono più nelle condizioni di recarsi nei propri posti di lavoro non avendo risorse finanziarie.