La Reggina con Andrey Galabinov sembrava aver trovato la bocca di fuoco che avrebbe potuto proiettare gli amaranto sogni di gloria. Il rendimento del bulgaro, con particolare riferimento alla capacità realizzativa, è stato proporzionale a quello di squadra.
Da quando hanno iniziato a latitare i risultati positivi per il gruppo, il bulgaro si è praticamente fermato. Tuttavia, un attaccante come lui non sa far altro che far gol.
Inutile lagnarsi di prestazioni non brillanti nell’economia del gioco di squadra e di una difficoltà nel garantire mobilità sul fronte avanzato. Non rientra nelle sue caratteristiche e mai potrà essere altrimenti. Il suo compito è stare dentro l’area di rigore, capitalizzare le palle che gli capitano.
A Como, a dire la verità, da quando è uscito dal campo, si è anche avuta anche l’impressione che la squadra non riuscisse più a tenere neanche un pallone in avanti.
Nel frattempo, però, c’è da fare i conti con i numeri. Il bulgaro non segna dal 28 ottobre. Nelle ultime otto partite non è arrivato neanche un gol, dopo che nelle prime dieci ne erano addirittura arrivati sei.
La Reggina non può evidentemente permettersi un digiuno così lungo dal suo attaccante più importante, a maggior ragione se si fatica a trovare il gol con altri interpreti.






