di Pasquale De Marte – Quinta sconfitta consecutiva. Sesta nelle ultime sette gare. Il paradosso è che, di questi tempi, per la Reggina forse i numeri rappresentano il dato meno allarmante. E questo la dice lunga su quanto imbarazzante sia stata la prova offerta contro l’Alessandria.
A differenza di quanto avvenuto in altre circostanze gli amaranto non sono stati presi a pallonate da una corazzata, ma da una squadra che ha surclassato i padroni di casa con organizzazione tattica, duelli individuali vinti e supremazia pressoché totale nella conquista delle seconde palle. E siccome a farlo è stata una formazione partita per lottare per non retrocedere, c’è il serio rischio di doversi iniziare a guardare molto alle spalle se le cose non cambieranno in tempi strettissimi.
È finita 0-4 ed è un risultato assolutamente meritato per la squadra ospite.
Reggina poco convincente sin dalla formazione iniziale
Contro l’Alessandria Aglietti ha schierato nuovamente la Reggina a due punte. Una scelta che, fino ad ora, aveva convinto solo a Cosenza e, dopo il primo tempo, l’impressione è stata confermata dall’evidenza dei fatti.
Gli amaranto non hanno creato neanche un grattacapo agli avversari, hanno proposto un gioco privo di trame che potessero mettere in difficoltà la difesa piemontese. Troppo statico l’atteggiamento della squadra che raramente è riuscita a vincere due duelli consecutivi in fase offensiva.
Con il passare dei minuti sono poi venuti fuori i consueti limiti del 4-4-2 amaranto, a fronte di squadre che sono brave a fare densità in mezzo al campo. L’Alessandria di Longo, dopo un approccio timido, ha capito che poteva fare male agli amaranto sfruttando gli inserimenti dei centrocampisti e dopo aver creato i presupposti per il gol è riuscita a chiudere il primo tempo sul doppio vantaggio.
Grigi avanti con un rigore trasformato dall’ex di turno Corazza, che non ha festeggiato la marcatura in rispetto dei suoi ex tifosi. Dopo una grande parata di Turati su un destro di Kolaj, gli ospiti hanno trovato il raddoppio sul finire della prima frazione con un colpo di testa di Lunetta sugli sviluppi di una punizione da destra. Non benissimo il giovane portiere amaranto in uscita.
Nella ripresa ancora gloria per Corazza
In avvio di ripresa, dopo qualche minuto di ulteriore Reggina insufficiente, il triplo cambio di Aglietti con Rivas, Cortinovis e Denis al posto di Ricci, Montalto e Galabinov ha dato ulteriormente l’idea di una situazione dove si è perso un po’ il controllo.
Il tris di Corazza, poco dopo, dopo l’ennesima percussione in area dell’Alessandria ha scritto la parola fine su un incontro che non è mai iniziato. La doppietta dell’amato ex, applauditissimo dal Granillo rende ancora forse più amara la sconfitta e la prosecuzione di un tunnel che sembra senza fine.
Nel finale il poker di Lunetta, se non altro, contribuisce a chiarire fedelmente la fotografia della partita.
REGGINA-ALESSANDRIA 0-4
Marcatori: 31′ rig. Corazza, 42′ Lunetta, 53′ Corazza, 84′ Lunetta.
Reggina (4-4-2): Turati; Lakicevic, Loiacono, Regini, Di Chiara; Ricci (50′ Cortinovis), Bianchi (66′ Laribi), Crisetig, Bellomo (66′ Gavioli); Galabinov (50′ Rivas), Montalto (50′ Denis). A disposizione: Micai, Aglietti, Stavropoulos, Adjapong, Amione, Liotti, Ejjaki. Allenatore: Aglietti
Alessandria (3-5-2): Pisseri; Parodi, Prestia (75′ Di Gennaro), Benedetti; Pierozzi, Ba (58′ Casarini), Milanese, Chiarello (67′ Bruccini), Lunetta; Kolaj (75′ Palombi), Corazza (67′ Arrighini). A disposizione: Crisanto, Russo, Beghetto, Mantovani, Celesia. Allenatore: Longo.
Arbitro: Giacomo Camplone di Pescara. Assistenti: Claudio Barone di Roma 1 e Mario Vigile di Cosenza. IV ufficiale: Michele Di Cairano di Ariano Irpino. VAR: Daniele Paterna di Teramo. A-VAR: Rodolfo Di Vuolo di Castellammare di Stabia.
Note – Spettatori 3 913, di cui 43 ospiti. Ammoniti: Loiacono (R), Ba (A), Chiarello (A), Regini (R), Lunetta (A), Di Chiara (R). Calci d’angolo: 3-3.






