• Como-Reggina: l’arrivo dei tifosi reggini diventa un caso

    Como-Reggina si gioca domenica alle ore 15. Prima, in casa amaranto, c’è da affrontare lo scontro ad alta quaota con il Frosinone (8 dicembre, sempre alle 15).

    Tuttavia, in Lombardia l’arrivo dei tifosi amaranto tiene banco persino a livello politico. Ma meglio riavvolgere il nastro su quanto accaduto. Pur avendo ampliato la capienza dello stadio fino a 6500 posti, la società lariana ha diramato un comunicato che parla chiaro.

    Chi è nato a Reggio Calabria avrebbe potuto accquistare biglietti solo nel settore ospiti (600 posti circa) e nella zona A della tribuna coperta (altri 400, a quasi 40 euro). I biglietti sono stati polverizzati in meno di un’ora. Nel comunicato si specifica che, al momento dell’ingresso nell’impianto, tutti i tagliandi saranno confrontati con i documenti di identità.

    La volontà è tutelare l’ordine pubblico e fare in modo che i tifosi amaranto non siano troppi rispetto a quelli di casa (media spettatori 3.900), . Una scelta tutta da verificare, considerato che non sono pochi i reggini di seconda generazione che potrebbero in teoria andare in ogni settore. Così come chi, per caso, fosse nato a Roma, a Milano o fosse originario della zona di Vibo Valentia (provincia dove la comunità di tifosi amaranto è folta, ma non specificata anel comunicato).

    Le uniche limitazioni che si erano viste negli ultimi anni riguardavano la residenza, non certo il luogo di nascita. E anche lì sarebbe cambiato poco, considerata la quantità di reggini residenti in Lombardia.

    La presenza dei tifosi della Reggina è vissuta quasi con timore. Tant’è che è stato scelto di sospendere tutti gli eventi natalizi previsti a Como per domenica per decisione della Questura. Sia a Como che a Cernobbio. Tant’è che nella città lariana si stanno sollevando molte polemiche, considerato che si critica l’incapacità di gestire l’ordine pubblico senza neanche questo flusso di spettatori paragonabile ai grandi eventi che si vedono altrove. La questione sta diventando addirittura politica.

    A generare le scelte preventive (discutibili) è il fatto che lo stadio di Como sia in pieno centro e che solo pochi giorni fa in città si sono registrati disordini.  Il riferimento è alle vicende che hanno fatto da cornice a Como-Bari, partita in cui i tifosi ospiti sono arrivati in gran numero.