Gianluca Di Chiara, a Ferrara, è rimasto in panchina. Non esattamente una consuetudine per lui, che ha giocato quasi sempre da quando è a Reggio. Era, però, arrivato soltanto venerdì e ci sono degli equilibri da mantenere, nei confronti di chi fino ad ora si è allenato sempre come Giraudo.
E, a dire il vero, Giraudo è stato uno dei migliori in campo. Il calciatore, tra l’altro, rappresenta un patrimonio per il club. Ha 24 anni, grandi margini di miglioramento e può aspirare anche a palcoscenici migliori in un ruolo che non abbonda di interpreti a livello nazionale.
Di Chiara-Giraudo: la Reggina ha le “sinistra” coperta
Si giocherà il posto con Di Chiara, in quella che potrebbe essere un’alternanza che potrebbe fare il bene della squadra. Senza dimenticare che Giraudo, all’occorrenza, può giocare anche a destra, in una squadra che per il momento come alternativa ha Pierozzi ha solo la possibilità di adattare Loiacono e Cionek (come ad inizio carriera).
Per Di Chiara si tratterà di un ritorno all’antico. Non solo perché è tornato a Reggio, ma anche a livello di ruolo. Gli ultimi sei mesi con Stellone lo hanno visto fare il terzo centrale in una difesa a tre. Con Inzaghi farà nuovamente il quarto, nell’altra posizione in cui ha reso meglio. Basti pensare, ad esempio, alle prestazioni con Baroni in panchina.
Di Chiara per Inzaghi sarà una risorsa per uno dei dettami principali del gioco del tecnico: la costruzione dal basso. Nell’esperienza con Stellone spesso il calciatore si è rivelato un regista arretrato, in grado di far partire l’azione con il suo mancino educato.






