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    La Reggina in B conviene più di qualsiasi altro scenario, sia da monito per il futuro

    Se qualcuno ha intenzione di fare calcio a Reggio Calabria si farà vivo adesso. E, a quanto pare, più d’uno è pronto a farlo o lo ha già affatto.

    La cosa più difficile sarà trovare l’incastro in tempi brevi.  Va ricordato inoltre che non è sequestrato il club, ma le quote  della Srl(una sfumatura che segna qualche margine  di leggerissimo ottimismo  in più negli sviluppi). Colei che si occupa di amministrare il club su incarico dell’autorità giudiziaria, l’avvocato Katiuscia Perna, ha già fatto sapere che la cessione può essere fatta, a patto che ci sia autorizzazione del giudice. Ma questo passaggio andrà chiarito in toto.

    Questo avviene in genere quando c’è un rischio di deterioramento del valore. E non ci sono dubbi che un mancato passaggio proprietà, a strettissimo giro di posta,  da parte della Reggina non tutela né il valore, né i creditori, né i dipendenti.  Tra gli aspetti da sottolineare c’è il fatto che la genesi della questione è penale. C’è un solo nemico: il tempo.  Il rischio che la burocrazia dia problemi.

    Per capire la situazione, meglio guardare in faccia la realtà, dicendo chiaro e tondo cosa può succedere. Il club di rischia di non iscriversi al prossimo campionato e ripartire dai dilettanti.

    Sia chiara una cosa: conviene molto di più prendere la Reggina in B con 10-12-15 milioni di debiti (in attesa della quantificazione), che pensare di iscriverla in soprannumero in Serie D. Sì, perché è anche il momento di ragionare per assurdo e capire perché il club suscita interesse.

    La maggior parte del debito, essendo con l’Erario, è rateizzabile in diversi anni e soprattutto  chi la prende si prenderebbe una squadra che ha un centro sportivo in concessione a lungo termine. Della rateizzazione, tra l’altro, se ne potrebbe anche occupare il Tribunale in attesa di un eventuale passaggio di proprietà, ottimizzando i tempi.

    Ripartire dalla D significa farlo senza palloni, senza nome e senza niente di niente. Per vincere il campionato di D (dove l’anno prossimo ci sarà il Catania) e quello di Serie C( quasi nessuno ci riesce al primo tentativo) servono mediamente 10 milioni per un campionato di vertice. Da qui si capisce che 10-15 milioni di debito sono molto meno di quanto si spende per portare in B un club.

    Senza dimenticare che in B una società come la Reggina può arrivare tranquillamente a fatturare 10 milioni di euro. Al fronte del quasi zero di C e D.

    E se si guardano i bilanci delle squadre di B potrebbero non essere poche quelle che hanno esposizioni finanziarie simili, con la variante che averli con le banche anziché con il Fisco consente di avere parametri meno stringenti rispetto alla scadenze.

    È il momento di spingere verso ciò che tutti si augurano, anche se la strada è tutt’altro che in discesa.