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    Il paradosso della Reggina che si prova a non trasformare in beffa

    Dire che c’è la fila dietro la porta dell’amministrazione giudiziaria di gente pronta a prendersi la Reggina sarebbe esagerato.

    Di certo c’è che, almeno due gruppi solidi, sono interessatissimi ad acquisire il club. Sanno della situazione debitoria, conoscono le eventuali criticità e sarebbero pronti a tuffarsi nell’acquisto del club. Non si tratta di beneficienza, ma di business. Ed è anche per questo che non è facile identificare con esattezza i soggetti che stanno valutando la situazione, tenuto conto che sono espressione non di singole realtà o aziendali o imprenditori che si muovono individualmente.

    La Serie B è un patrimonio, lo è il Sant’Agata e lo sono le rassicurazioni, arrivate in passato, degli enti locali rispetto alla possibilità di dare in gestione lo stadio e l’area attorno.

    Quindi il primo dato di fatto è che la Reggina oggi ha appeal, cosa che non avrebbe per un eventuale progetto in cui si dovrebbe ripartire dalla D senza neanche le maglie e il logo sulla sede. Anzi senza neanche la sede.

    Il grande paradosso è che, al momento, questo interesse non si può concretizzare.  L’amministrazione giudiziaria non ha ancora nominato un amministratore unico che potrebbe trattare la cessione. Viene da chiedersi se, con questi ritmi, quanto servirà eventualmente affinché si ottenga l’eventuale via libera per una cessione del club. E i  tempi cominciano a stringersi.

    Tra le cose da sottolineare c’è che la  cessione è fattibile perché il bene non è conservabile e tende a depauperamento. Sarà, inoltre, da capire come eventualmente la nuova proprietà riuscirebbe a garantire l’iscrizione senza quello che potrebbe essere un closing difficile da chiudere entro i primi giorni di giugno. Questo, però, potrebbe essere l’ultimo dei problemi, tenuto conto che ottenute le dovute garanzie non mancano gli strumenti finanziari per superare questo step.

    Il grande paradosso è che la Reggina è cercata e ad oggi si lotta contro il tempo per evitare la beffa di essere cancellati con quasi la fila dietro la porta.