Una Reggina come quella vista nel secondo tempo contro l’Ascoli non la vorrebbe più vedere nessuno. Soprattutto se si considera che c’è il rischio che prestazioni di quel tipo possano perpetuarsi nelle ultime quattro giornate di campionato.
Quattro sfide che vedranno gli amaranto presentarsi al cospetto di squadre che, Como escluso, hanno obiettivi ancora più che raggiungibili.
Roberto Stellone si trova, adesso, di fronte ad una scelta significativa. Continuare a schierare sempre la formazione che ritiene più competitiva o iniziare a lavorare in vista della prossima stagione. Punto, il secondo, che prevedrebbe evidentemente dei test, la possibilità di provare calciatori che sono stati meno utilizzati o anche testare nuovi moduli di gioco.
Nel novero delle opzioni c’è anche quello di iniziare a mettere da parte quegli elementi che, per qualche motivo, non si ritengono funzionali al progetto futuro.
Il rischio sarebbe, però, quello di esporsi a squadre collaudate e forti che potrebbero mettere a nudo i difetti di eventuali creature in fase embrionali. O magari potrebbero avere gli stimoli giusti per mettere in difficoltà l’avversario. La scelta, come spesso, accade sarà del tecnico.






