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    Reggina: a Cremona è stata una prova di forza, è una stagione di rimpianti

    La Reggina vista a Cremona ha, per l’ennesima volta, dimostrato che in questo campionato se la poteva giocare con tutti. Questo non significa che avrebbe dovuto vincere il campionato, ma che la squadra avrebbe avuto tutte le carte in regola per stare lì tra quelle che gravitano attorno alla zona play off.

    Oggi sembra essere troppo tardi e ci si rammarica. Allo Zini la squadra, contro l’avversario ricco di giovani talentuosi e che viene considerato il team che gioca meglio, ha dimostrato di poter tenere botta. Ed anzi di farsi preferire.

    Lo ha fatto con le scelte di Roberto Stellone che, arrivato a campionato in corso, si è rivelato un valore aggiunto.  Formazioni camaleontiche, studio degli avversari, capacità di gestire lo spogliatoio e le qualità della rosa nel migliore dei modi.

    La dimostrazione, già avuta nella gara contro il Pisa, è che la squadra aveva la possibilità di contrastare efficacemente chi gioca per le posizioni di vertice, soprattutto se si mette Jeremy Menez nelle condizioni di essere valore aggiunto.  Dall’inizio come contro i nerazzurri o a partita in corso come a Cremona.

    Soprattutto se si usa la freschezza dei giovani bravi che Taibi ha avuto l’abilità di portare a Reggio. E tra Giraudo, Folorunsho, Kupisz e Lombardi a gennaio sono arrivati quegli elementi che hanno dato il brio che mancava alla squadra.

    Allungare la Cremonese con gli scatti di Rivas e Folorunsho, chiudere tutti i corridoi centrali per le imbucate con la cerniera formata da Bianchi, Crisetig e Hetemaj  e giocare ugualmente aggressivi sono scelte tattiche non scolastiche.

    La forza di cambiare, sfruttando la qualità della rosa, è ciò che ogni allenatore dovrebbe fare per far fare il salto di qualità