Non ha certo l’ultimo budget della categoria, ma neanche quello più alto. Ha, però, una squadra giovane e con tanti calciatori di proprietà, oltre ad un settore giovanile di grande importanza. Il Lecce può, senza ombra di dubbio, essere considerato un modello. Molto lo si deve anche all’operatore di un direttore sportivo di grande importanza come Pantaleo Corvino.
I salentini lottano per la Serie A e lo fanno anche con mezzi che non sono quelli di magnati non italiani che hanno iniziato a fare capolino anche nella serie cadetta. “Molte squadre – ha dichiarato Corvino al Corriere dello Sport – sono gestite da proprietà straniere, le quali hanno immesso notevoli capitali alterando gli equilibri: quanto a noi, cerchiamo di opporre un’oculata gestione e un’attenta valutazione nelle scelte dei giocatori”.
Il Lecce deve il suo buon rendimento anche al rendimento di calciatori su cui ha investito del denaro e che oggi stanno ripagando le scelte.
“Vedete Strefezza? Non era – ha ricordato Corvino – considerato un attaccante puro. Ho scommesso su di lui e nel tridente si trova a suo agio”.





