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    Reggina, Gallo: “Odiavo la parola programmazione, ma dopo il Covid si rischia di sbracare”

    A margine del premio Granillo Luca Gallo ha rilasciato un’intervista esclusiva a Reggio Tv.  Abbracci tra il presidente e tanti protagonisti della storia amaranto, tra questi anche quelli con Lillo Foti.

    L’abbraccio con Lillo Foti di Luca Gallo

    “Io  – ha rivelato – lo abbraccio spesso. L’avete visto in diretta, ma lo faccio anche in differita. Lo abbraccio spesso. Come si fa a non abbracciare Lillo Foti? È un’istituzione, spesso gli chiedo un consiglio. Magari arrivassi a fare una parte della carriera di Lillo Foti, mi viene in mente subito qualcosa. Però non si può dire adesso, io ce l’ho in testa. Poi vedremo”.

     

    La necessità di gestire la Reggina come un’azienda

    L’obiettivo non dichiarato è riportare la Reggina ad un livello superiore rispetto alla Serie B. “Ci vogliono – ha detto Gallo –  tante contingenze, programmazione. La parola tanta odiata da me all’inizio, ma poi col tempo ho scoperto che ha il suo perché. Poi c’è tutto il resto ed anche una buona dose di fortuna. Napoleone diceva meglio un generale fortunato che uno bravo.  Prima del Covid ero solo presidente della Reggina, esserlo dopo bisogna esserlo anche dell’azienda.  Bisogna metterci un occhio costante a livello imprenditoriale per tenerla su, dopo la botta del Covid bisogna trattare come l’azienda altrimenti si sbraca come si dice a Roma e si va giù in un attimo. Bisogna essere imprenditori, amministratori della società.  La parte sentimentale resta ed è predominante per me, altrimenti me ne sarei già andato”.

     

    Gallo poi è modesto sulla sua rilevanza: “Non ero bravo neanche quando abbiamo vinto la C. Ciò che conta sono direttore sportivo, allenatori e giocatori. Taibi è molto bravo e ce ne accorgeremo quando sarà nemmeno qui a Reggio, magari in palcoscenici poco più prestigiosi dato che questa città lo è già. Non c’è niente negativo, bisogna guardare i conti perché non è più periodi vacche grasse”.