Presuntuoso, accigliato ed ingiustificatamente ironico: Walter Alfredo Novellino, dopo Frosinone-Reggina, ha scelto la strada più impervia per difendere la Reggina disastrosa di questo avvio di campionato: negare, negare, negare. Certo, ci vuole coraggio e personalità per
tenere questa linea; lui ha ripetuto tre, quattro, cinque volte di aver visto “una grandissima Reggina”, ma, in tutta onestà, nel Lazio si è vista una squadra ordinata e nulla più nel primo tempo ed una compagine vuota, inguardabile nella ripresa.
Sia ben chiaro, Novellino è padrone di dire ciò che vuole ed il suo appello alla calma connesso alla lunghezza del campionato è più che condivisibile. Ora, però, il coraggio (e lo sprezzo del ridicolo) che il tecnico ha mostrato in sala stampa a fine gara nel tentativo di difendere la sua squadra lo deve dimostrare con le scelte.
Servono scelte coraggiose, non ambigue. Va valutato se sia ancora opportuno, in questa fase, consegnare le chiavi del centrocampo ad un Volpi irriconoscibile, così come deve essere oggetto di profonda riflessione la scelta di tenere ancora in campo Pagano e Rizzato, pallide ombre dei calciatori conosciuti.
Ma non finiscono qui le scelte da fare entro lunedi prossimo (posticipo televisivo contro il Piacenza): Novellino deve decidere se dare ancora fiducia ad un Cassano sempre più incerto, e, contemporaneamente, è chiamato a trasmettere alla squadra quella rabbia agonistica che le sue compagini hanno sempre avuto e che, fin qui, non si è vista nemmeno per pochi minuti, con i calciatori amaranto spesso in campo più per onor di firma che con convinzione e voglia.
Il coraggio a Novellino non è mai mancato: adesso è ora che non lo mostri solo in sala stampa




