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    Savaglio presidente delle giuria di “Cervelli in movimento”. “Lo devo alla Calabria”

    savagliosandra

    Da quando il suo volto campeggiava fiero sulla copertina del Time ad annunciare un servizio che nel 2004 fece epoca, ‘How Europe lost its science stars’, è diventata il simbolo del talenti scientifici che l’Italia perde a favore degli Stati Uniti e di

    Paesi che sostengono di più e meglio la ricerca scientifica.

    In realtà, lei, l’astrofisica di fama internazionale Sandra Savaglio, l’Europa non l’ha del tutto abbandonata, avendo già da alcuni anni affiancato ad un posto prestigioso presso la Johns Hopkins University di Baltimora un non meno importante incarico presso il Max-Planck Institute for Extraterrestrial Physics, in Germania.

    E in più, oggi, la famosa astrofisica guarda alla ‘sua’ Calabria con un progetto volto a incentivare e premiare i migliori talenti del Sud Italia: ha accettato, infatti, di presiedere il Comitato internazionale di esperti Italia-Usa che giudicherà i progetti più meritevoli tra i partecipanti al programma di executive training avanzato “Cervelli in Movimento” promosso da Bridges to Italy e le cui iscrizioni sono aperte fino al 20 dicembre 2010.

    I tre progetti, cioè, che avranno la possibilità di vedere incubata la propria idea di business direttamente in California, entrando in contatto con una rete unica al mondo di investitori, imprenditori ed esperti di high tech pronti a scommettere su nuove idee e talenti.

     

     

    Dott.ssa Savaglio, che effetto le fa l’idea di valutare idee e progetti di suoi conterranei?

    E’ un’idea importante, un progetto ambizioso, un sogno di molti che Bridges to Italy vuole rendere realta’, almeno per pochi prediletti. Bridges mi ha chiesto di mettere a disposizione la mia esperienza. Lo faccio perche’ lo devo alla Calabria e al sud Italia, e ho intenzione di svolgere il mio compito con serieta’ e al meglio delle mie possibilita’.

      

    Ritiene che i giovani del Sud Italia abbiano davvero le potenzialità per ‘sfondare’ in ambito high tech?

     

    La scommessa e’ ambiziosa perche’ mette a confronto giovani che provengono da una regione tra le piu’ economicamente depresse in Europa, con una realta’ (quella californiana) tra le piu’ ricche e culturalmente stimolanti al mondo. I ‘prescelti’ avranno sicuramente un’occasione unica, sono sicura che cambiera’ loro la vita, in senso positivo. Semmai il vero problema sara’ l’opposto: avranno poi quei giovani  voglia di tornare?

     

    Il programma Cervelli in Movimento prevede una intensa formazione sulle modalità e le strategie che hanno fatto dell’America la patria mondiale dell’high tech: crede che l’Italia sia pronta a recepirne le logiche?

    L’Italia sta attraversando un momento molto difficile. A soffrirne sono soprattutto i giovani, a causa del futuro molto incerto. L’Italia potrebbe non essere pronta, ma e’ importante dare ai giovani piu’ mezzi possibili per cambiare le cose. E’ certamente un compito difficile, che molti ritengono impossibile. Ma chi non risica…. E poi, i giovani hanno tutto quello che serve per capovolgere il mondo: energia, freschezza e ingenuita’. Quelli del sud Italia in piu’ sono timidi da fare tenerezza. Il programma “Cervelli in Movimento” e’ una importante rampa di lancio.

     

     

    Quali spera che saranno i risultati del programma? Cosa si augura per  i giovani ricercatori del Sud?

    Spero che i vincitori si impegnino al meglio per riuscire nel programma e che soprattutto imparino a credere nei propri mezzi. I giovani del sud credono troppo poco in loro stessi e nelle proprie idee. Gli USA in questo senso hanno molto da insegnare.

     

    Come concilierà un panel composto da membri italiani e americani? Crede che vi saranno divergenze di pensiero?

    Sono abituata, grazie al mio lavoro ho a che fare costantemente con culture e realta’ molto diverse. I membri della commissione sono persone affermate. Andra’ tutto bene, non c’e’ dubbio.

     

    Il mondo universitario italiano negli ultimi mesi ha investito molto sulle startup competition: crede che possano davvero dare una spinta all’industria high tech in Italia?

     

    E’ fondamentale, in Italia la filosofia startup non puo’ che dare frutti positivi perche’ il paese e’ molto indietro nella gestione moderna dell’industria. Bridges to Italy offre una valida opportunita’ di svecchiamento.