Un principio fondamentale del vivere civile dovrebbe condurre ogni persona a limitare la propria libertà nel momento in cui quella di un’altro soggetto potrebbe essere lesa.
Oggi recandomi all’Università per svolgere le normali attività che qualsiasi studente dovrebbe poter compiere, credendo di avere il diritto (a quanto pare erroneamente) di poter usufruire di tutti quei servizi che mi toccano avendo pagato regolarmente le tasse universitarie, ho avuto una brutta sorpresa. L’entrata principale della Facoltà di Architettura era bloccata da un numero di studenti che, a torto o a ragione, protestava. Tentando di farmi spazio educatamente tra gli studenti, sono stato bloccato in maniera alquanto brusca ed invitato o ad unirmi alla protesta o, in alternativa, a lasciare la sede universitaria in quanto oggi, per loro decisione, io non avrei dovuto seguire la normale attività didattica.
Premettendo che io da persona profondamente democratica credo nel diritto allo sciopero (anche se non ne condivido le motivazioni in questo caso), credo che gli studenti come qualsiasi altra categoria abbiano il diritto di manifestare il proprio disappunto su un provvedimento che essi reputano non idoneo. Ma quando tale diritto diventa un abuso, quando tale diritto degenera in atti di violenza se non fisica ma psicologica su altri studenti, quando tale diritto diventa un mezzo nelle mani di pochi per sembrare i “tanti”, allora non siamo più di fronte ad un diritto che è un caposaldo della nostra democrazia ma ad un atto di violenza e di arroganza che degenera e nasconde le eventuali note positive che si potrebbero ritrovare in un eventuale sciopero.
Quello che mi dispiace di più e che come me c’è una grande numero di studenti, che in questi giorni di protesta avrebbe voluto usufruire di quei diritti per i quali, con tanti sacrifici, hanno pagato. Tanti studenti che sono la maggioranza del corpo studentesco, responsabile e non facilmente strumentalizzabile, ma aimè è una maggioranza silenziosa, una maggioranza educata, una maggioranza responsabile… ed evidentemente una maggioranza che si trasforma minoranza di fronte all’arroganza di queste proteste.
Vittorio D’Aleo, studente Università Mediterranea




