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    L'angolo franco: "aspettando che piova"

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    di Franco Arcidiaco –
    Cari Strilloni effettivamente nei giorni scorsi “ne ha buttata tanta” e, in questa stagione, non è certo la prima volta che succede; dopo il nubifragio lo scenario era desolante e paradigmatico della situazione in cui versa la nostra città.

    Sapete bene che sono sempre stato convinto che la colpa del degrado in cui versiamo sia solo in piccola parte ascrivibile agli amministratori. Reggio (non mi stancherò mai di dirlo) è in larga parte abitata da cittadini privi di senso civico, senza alcun rispetto per la cosa pubblica; il segno distintivo della nostra città non è purtroppo il lungomare, ma l’orrenda realtà del disordine edilizio ed urbanistico, e delle case non finite. Il magistrato Roberto Pennisi, attuale sostituto procuratore nazionale antimafia, nel 1995 dichiarò ai giornalisti (vedi Laltrareggio n.52 di Marzo 1995): “Sino a quando questa città avrà l’aspetto esteriore di un centro abitato appena sottoposto a bombardamento, e non si capirà che ciò è stato voluto ed è voluto dalla ‘ndrangheta proprio perché anche guardandosi intorno il cittadino non avesse la sensazione di essere tale, né sentisse alcuno stimolo per diventarlo, ancora una volta dovremo ripetere di aver fallito”. Pennisi in quegli anni aveva portato alla sbarra le cosche più pericolose della piana di Gioia Tauro, in un processo che nell’autunno del 1997 finì col comminare decine e decine di ergastoli confermati in appello, fu inoltre il magistrato che nel 1992 fece scoppiare la tangentopoli reggina con il famoso scandalo delle fioriere che vide protagonista l’allora sindaco Agatino Licandro; nonostante questo palmarès allora si guadagnò da parte dei riggithani la patente di “nemico di Reggio” e molte furono le voci che si levarono per stigmatizzare le sue dichiarazioni; a distanza di tanti anni, purtroppo, non possiamo far altro che confermare le sue convinzioni e prendere atto che aveva, sin da allora, compreso la nostra realtà molto meglio di tutti i politici di ieri e di oggi. Le condizioni in cui si è ridotta la città dopo gli allagamenti dovranno essere attento oggetto d’esame per la magistratura e per la commissione d’indagine, presieduta da Nuccio Barillà, preposta alla verifica dell’attività dei settori Urbanistica e Lavori pubblici del nostro Comune; se una strada si ritrova piena di buche dopo pochi mesi dalla bitumazione, ci sarà pur qualcuno al Comune che dovrà chieder conto alla ditta responsabile dei lavori?  E’ troppo chiedere che vengano alla luce le responsabilità (per errori od omissioni) di quanti, ditte appaltatrici o funzionari comunali, a vario titoli sono coinvolti in lavori pubblici che, volta per volta, si rivelano disastrosi e per nulla risolutori dei problemi che avrebbero dovuto affrontare in maniera definitiva? Le pagine dei giornali e di Strill sono piene di lettere di cittadini che si lamentano per le voragini aperte sulle strade in ogni angolo della città, prima o poi qualcuno interverrà, sarà fatta la solita riparazione con conseguente spreco di denaro pubblico e dopo qualche mese il problema si ripresenterà, succede così da decenni nella generale indifferenza. Lo dicevamo la volta scorsa, al di là della buona volontà e dell’abnegazione del sindaco e di qualche assessore (soprattutto la quota rosa costituita dalle bravissime Antonella Freno e Tilde Minasi), la città è ridotta in condizioni pietose: strade e marciapiedi dissestati, facciate dei palazzi rustiche e quelle poche completate non in linea con il piano-colore, sporcizia dappertutto, caos e totale anarchia nel traffico automobilistico, assenza di polizia urbana sul territorio, opere pubbliche incomplete, mancanza di coordinamento tra le iniziative dei vari assessorati, troppi compari e comparelli beneficiati, spreco di denaro pubblico in iniziative a dir poco futili. Come abbiamo detto mille volte, si profonde il massimo impegno nella realizzazione di nuove opere, nelle grandi ristrutturazioni di quelle esistenti e non c’è nessuno che si preoccupi della manutenzione ordinaria; ora siamo alla follia con la sistemazione della pavimentazione del Corso Garibaldi che prevede anche la sostituzione dei lampioni artistici impiantati nemmeno otto anni fa! Che fine faranno i lampioni sostituiti? Non si poteva semplicemente risistemarli, magari sostituendo solo i basamenti in travertino che hanno dimostrato una certa fragilità? E inoltre, era proprio necessario impiantare quella selva di pali solo per piazzare delle telecamere che avrebbero potuto trovare certamente altra collocazione, esempio sugli stessi pali dei lampioni o sulle pareti dei palazzi? Perché invece di aprire decine di cantieri contemporaneamente non si affrontano due o tre opere alla volta dedicando il resto delle energie alla manutenzione ed al decoro ordinario dell’esistente? Non crede, signor Sindaco, che si possa passare alla Storia anche senza tagliare un nastro ogni dieci giorni? Per finire una piccola riflessione sul problema del collegamento Reggio-Messina, pare che finalmente si sia aperto uno spiraglio e grazie anche all’iniziativa dell’ex-ministro dei trasporti Alessandro Bianchi (con buona pace del “Caro Leader” Kim il Tripod, che non ne sopportava lo spirito indipendente e l’autonoma intraprendenza), si arrivi alla tanto sospirata “Metropolitana del Mare”. I soloni si sono già messi all’opera per trovare difetti e, addirittura, nella riunione decisiva tenuta presso la Provincia di Messina, si è messo in discussione il progetto cercando di ridimensionarlo con il pretesto dei tempi di percorrenza che richiederebbero per il completamento del circuito (Messina/Papardo/Villa San Giovanni/Reggio) un paio d’ore. E’ una motivazione assolutamente risibile, nella logica di un servizio metropolitano, non è la durata del percorso che conta, ma la frequenza di passaggio e la velocità dei mezzi; è chiaro che se si intende svolgere il servizio con solo un paio di aliscafi fatiscenti, si fallisce in partenza, ma non ci pare che il progetto del Ministero preveda questo. Attendiamo lumi dal nostro esperto Peppe Caridi.

    Franco Arcidiaco