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    Non ci sono più i pomodori di una volta…

    UN CONSIGLIO…COMUNALE – RUBRICA DI SOPRAVVIVENZA URBANA E DI CONSIGLI AL MANOVRATORE

    francoarcidiaco.jpg                                         di Franco Arcidiaco
    Se Strill fosse un giornale come tutti gli altri, oggi titolerebbe: “La città soffocata dall’afa”, come se questo non fosse un fenomeno naturale che si ripete invariabilmente dalla notte dei tempi; ma vi assicuro che ancora oggi i “forzati del desk”, che sarebbero quei poveri cristi che pensavano che fare il giornalista fosse un mestiere eroico ed oggi si ritrovano nelle redazioni a comporre un giornale facendo copia-incolla da internet, sono sollecitati dai loro superiori a fare ricerche sulla medie stagionali delle temperature, sulle variazioni climatiche degli ultimi decenni, sulle persone che

    trovano refrigerio immergendosi nelle fontane ed altre banalità di questo genere. L’anno scorso Repubblica ha addirittura scomodato Piero Citati per lanciare un accorato allarme sulla scomparsa del pomodoro di qualità: della serie “non ci sono più i pomodori di una volta…”, bastava andare a trovare mio padre in campagna e Citati si sarebbe ritrovato sputtanato per il resto dei suoi giorni. Vedrete che da oggi fino a fine agosto sarà tutto un susseguirsi di pseudo notizie riguardanti argomenti che servono a far dimenticare alla gente la precarietà nella quale è immersa, facendole inseguire sogni fatti di vincite al superenalotto, vacanze principesche, yacht fiabeschi, culi gregoraciani e portafogli briatoriani. Domenica scorsa i quotidiani hanno occupato intere pagine a raccontarci di Flavio Briatore cittadino onorario di Soverato che, lasciata la tenera pulzella sulle spiagge joniche, era partito, suocero al seguito (manch’i fissa…), dall’aeroporto di Lamezia alla volta del circuito francese di Magny Cours  dove si svolgeva il Gp di Formula Uno; ora, a parte la sollecitazione ai genitori-padri-di-belle-gnocche a investire sul futuro utilizzando le grazie di famiglia, non mi pare ci fosse francamente niente di rilevante in quella vicenda, tale da coprire la tragedia di una regione “dalla vocazione turistica” che si ritrova invariabilmente come ogni estate, il 90% dei depuratori non funzionanti, le acque e le spiagge piene di merda e gli alberghi ed i villaggi desolatamente vuoti. Ripromettendomi di fare una ricognizione a breve sulle coste cittadine, vi dò un’informazione di prima mano sulla situazione a Marina di San Lorenzo, la spiaggia è pulitissima come non mai e probabilmente rimarrà tale perché la tendenza di quest’anno dei reggini è di sporcare le spiagge cittadine e quelle della costa tirrenica, a questa nota positiva se ne aggiungono una serie di negative: strade della cittadina completamente al buio, raccolta dei rifiuti precaria, ristagno e scarico di liquami lungo il torrente Acrifa e da lì al mare, letto dello stesso torrente innalzato di un paio di metri da tonnellate di materiale di risulta e da inerti, carenza di acqua potabile per gran parte della giornata, mancata apertura di uno dei tre lidi e, dulcis in fundo, lavori per il prolungamento di poche decine di metri del lungomare in pieno svolgimento nel bel mezzo della stagione estiva! Anche in questo caso, se riflettete bene, non si capisce dove finiscano le colpe dei cittadini e dove comincino quelle degli amministratori, ma il risultato è comunque sempre il solito: non si può pensare al turismo come via d’uscita ai nostri problemi, se si presentano ai visitatori solo e soltanto incuria e degrado.

    Questa settimana si è tenuta a Reggio la prova scritta per il Concorso all’assunzione di 150 Vigili Urbani, la città ne ha bisogno come il pane ed è pertanto auspicabile che si arrivi al più presto all’arruolamento; curiosando tra le domande poste ai candidati mi ha colpito particolarmente quella che chiedeva quale fosse l’anno della discesa in politica di Silvio Berlusconi (sic!?), suggerisco al fantasioso compilatore del questionario di presentare un disegno di legge per abolire il calendario gregoriano, ricalcolando gli anni dal 1994, anno della fatidica discesa in campo, partendo dal 1995 che diventerà anno 1 d.s. (dopo Silvio), mentre a quelli precedenti verrà applicato il suffisso a.s. (avanti Silvio); ciò servirà sicuramente ad agevolare il lavoro degli storici, degli studenti, ma soprattutto conferirà ai futuri vigili urbani reggini la giusta professionalità per affrontare l’immane lavoro del mantenimento della legalità nella giungla urbana reggina. 

    Altro importante avvenimento della settimana è la nomina di Nuccio Barillà a Coordinatore della Commissione d’indagine che dovrà passare al setaccio – in 60 giorni, agosto compreso –  l’attività dei settori Urbanistica e Lavori Pubblici del Comune di Reggio; conosco Nuccio da una vita, sulla sua moralità e sulla sua correttezza non si può fare altro che mettere la mano sul fuoco ed altrettanto dicasi per la sua abilità politica, non voglio perciò fare la Cassandra ma, considerata la situazione in cui versa da decenni il nostro apparato burocratico, ho l’impressione che a Nuccio più che un’opportunità sia stata offerta una polpetta avvelenata; buon lavoro comunque, nell’interesse di tutti. Sulla Commissione d’indagine c’è da registrare anche un’articolata nota, pubblicata integralmente su Strill, del dottor Antonio Nicolò, capogruppo di An, ascoltato consigliere delegato alla Cultura del sindaco Scopelliti; non ho l’onore ed il piacere di conoscere personalmente il dottor Nicolò, ma amici comuni me ne parlano come di una persona colta, sensibile e preparata, dalla sua nota si evince chiaramente la voglia di pulizia e di rinnovamento che devono animare ogni amministratore che si rispetti; Nicolò parla di “esigenza di rinnovamento troppo spesso decantato e mai in pratica attuato”, di “burocrazia piaga sociale” e scrive testualmente: “Non credo possa apparire esagerato definire l’epoca che stiamo vivendo come Alto Medioevo o ancor meglio Secolo buio” ed indica nel “disagio, la violenza, la perdita d’identità, il malcostume, il relativismo etico e morale, le invasioni barbariche (barbari interni ed esterni)” i mali che ci affliggono, per concludere drammaticamente: “Respiriamo un’atmosfera putrida di vecchiume e di cinismo politico amministrativo”. Chi non si sentirebbe di sottoscrivere questo grido di dolore? Mi domando e domando sommessamente al dottore Nicolò, come faccia a conciliare questa ammirevole e condivisibile posizione con l’appoggio che il suo partito assicura da 15 anni a Silvio Berlusconi la cui politica è la quintessenza di quanto sopra descritto. Sappiamo che Nicolò è un grande estimatore di Giorgio Almirante che, durante la tanto vituperata Prima repubblica è stato, unitamente al suo alter ego di sinistra Enrico Berlinguer, un faro di legalità e di rettitudine, ma è proprio sicuro, caro dottor Nicolò, che Giorgio Almirante avrebbe ridotto il suo partito a reggi-moccolo di Silvio Berlusconi per avere in cambio qualche ministero di seconda fila ed una reputazione definitivamente compromessa?

    Franco Arcidiaco