di Eleonora Scrivo – Ho evitato di fare i buoni propositi il 31 dicembre, perché, va da sé che, il clima festaiolo, il capretto al forno , i botti e i buoni sentimenti alterino e addolciscano bilanci e prospettive.
Ho aspettato, quindi, una settimana esatta, quando si smonta l’alberello, si scompone il presepe e, persino il maravigghiatu ‘ra rutta, sembra più depresso che stupito, per stilare la lista intenti 2012.
Il primo è implicito nell’atto stesso : nei prossimi mesi dovrò fare un numero cospicuo di elenchi, anche perché, ormai, mi mancano giusto due passi ai quaranta anni e anche la mia proverbiale memoria comincia a fagliare.
La prima lista dovrebbe essere proprio quella dei ricordi da salvare nella mia personalissima Ram, tipo il primo scudetto della Juve di cui ho coscienza, la prima volta che ho allattato mia figlia e ho captato la magia fonica che un ruttino di sazietà può celare, la semplicità con cui un uomo sempre sorridente ha trovato la tessera mancante del puzzle del mio cuore.
Poi, dovrei affrontare l’elenco progetti sostenibili in un momento in cui il relativismo e le bizze del destino passano sotto il curioso nome di spread e lì, avendo intercettato un addomesticatore di caos esistenziali e domestici, posso saltare a piè pari i punti 1, 2 e 3 e puntare decisa alla conquista della cintura blu di karate alla fine di maggio.
Considerando che ho fatto una visita all’isola ecologica prima della fine dell’anno, consegnando la parte del passato da rottamare materialmente e che, invece, le scorie sentimentali sono state smaltite in tre anni di insonnia, posso evitare la lista delle cose da buttare.
Arrivo così all’elenco che preferisco : quelle delle azioni “inutili” ovvero gratuite e, per questo, estremamente gratificanti, del genere chiacchierare di calcio con il mio edicolante, leggere in anticipo il riassunto delle puntate della mia soap-opera preferita, rigorosamente napoletana e, dulcis in fundo, continuare a far visita regolarmente a zia Orsola, in gran spolvero dopo il suo rientro dall’Australia.
Abbronzata e rilassata mi ha squadrata dalla testa ai piedi e ha esclamato “ a Perth ho visto donne molto più grandi di te che al mattino presto arrivavano in spiaggia con la tavola sotto braccio, restavano sedute immobili per un tempo anche lunghissimo e poi, all’improvviso, volavano in acqua e, armoniosamente, prendevano il largo. Era arrivata l’onda giusta!”
Inserire nell’elenco per la prossima estate, lezioni di wind-surf.




