
di Luisa Nucera – Gesti e parole,pensieri e visioni cedono il posto al coro per trovare una capacità espressiva ancora più intensa attraverso la musica. Accade a Placanica, un sabato, in occasione della Celebrazione Eucaristica
che rinnova il Battesimo di Gesù alla presenza di Monsignor Morosini, Vescovo della Diocesi Locri-Gerace. Lì, nel comune dell’interland reggino, sono visibili i segni della devozione alla Madonna dello Scoglio; le tante icone rinnovano il ricordo e il valore della visita che la Vergine Santa ha fatto in questo paese nel lontano 1968, apparsa ad un contadino di umili origini, Cosimo Fragomeni, divenuto Fratel Cosimo per aver scelto il duro cammino della penitenza e della preghiera. Chi canta però, fa qualcosa di più rispetto a chi parla. Organo principale della musica diventano infatti le corde vocali che il cuore di ognuno dirige intonando Canti Spirituali. Corde e cuori che danno origine al super collaudato coro Millenote e De Gasperi di Reggio Calabria composto da bambini e bambine ispirati dalla musica e diretti dal Maestro ROBERTO CARIDI. All’esecuzione del brano” Maria Sorgente d’Amore”, composta dallo stesso Caridi, il canto si spiritualizza e rende più efficace la Parola di Dio; l’omelia diventa unione inscindibile di suoni e silenzi, rito e musica, preghiera e arte. Il luogo sacro è suggestivo; corposa la Chiesa gremita vegliata dalla Venerata Statua della Madonna dello Scoglio posta a pochi metri più in alto laddove, in seguito ad alcune apparizioni, venne chiesto di costruire una cappella in suo onore. Si può pensare in modo diverso, pregare in modo soggettivo, comportarsi come ogni essere ritiene ma si canta insieme, tutti allo stesso modo, seppure con differenti tonalità di voce. Un canto sacro che assume la connotazione ora di lode, ora di inno, ora di meditazione; più spesso di supplica. La stessa che il cristiano rivolge a Dio per concedergli una grazia, per soddisfare una richiesta umanissima, per alleviare una sofferenza insopportabile. Chi viene in questi luoghi avverte comunque rinnovamento interiore nella preghiera. Coloro che cantano inoltre, nell’unità di voci e di cuori, sentono in modo gioioso il mistero della liturgia. E’ un sollevare la propria melodia verso una dimensione celeste accogliente e confortante, luminosa e ricca di speranza. Come ha affermato Monsignor Morosini, al termine dell’Omelia, bloccato dai curiosi e fiducioso nella forza dei credenti, questo giorno, sabato 7 gennaio in cui si celebra il Battesimo Di Gesù, l’uomo, in tempi scristianizzati, deve saper rinascere pentendosi dei suoi peccati e cambiando attraverso la trasformazione per opera di Dio. Un tuffo nella preghiera basato sulla Parola di Dio rivelata nella Bibbia. Un fervore spirituale che il Coro ha saputo diffondere dall’altura suggestiva dello scoglio dove, l’eco delle voci, anziché perdersi tra le valli, risuona in tutta la sua straordinaria intensità e autentica bellezza.




