
di Eleonora Scrivo – Mia madre, donna dallo spirito indomito e dalla grande energia intellettuale, sebbene non più giovanissima, è, come un po’ tutti gli esponenti della generazione
a cui appartiene, una fine cultrice della lingua italiana e delle sue nobili origini. Avendo frequentato le scuole superiori quando queste erano simili, per rigore, disciplina e mole di studio ad accademie militari, traduce, anche ora, nella sua non verdissima stagione, greco e latino senza vocabolario.
Davanti alla tv, non le sfugge nessuno strafalcione e, indignata, regolarmente, mi telefona, soprattutto se a produrlo è una persona laureata. Ma ciò che accende maggiormente il suo sdegno è l’abuso di prestiti dalle lingue straniere: ad una delle sue beniamine del piccolo schermo, -garbata e fine, per carità! -non perdona il continuo ricorrere a “réclame” per annunciare la pubblicità e, quando le racconto di aver visto un’amica lontana, in web-cam, si contorce con eleganza. Finora la protesta era stata ferma ma civile, recentemente, però, abbiamo superato il livello di guardia.
L’evento scatenante si è prodotto quando, per una riunione (non meeting) di lavoro, ho prenotato delle stanze per i colleghi fuori sede. Fin qui tutto si è svolto nel rispetto del lessico, della paratassi e dell’ipotassi, ma l’errore è sempre in agguato, soprattutto quando si pensa di averla scampata e, allorché ho detto che avevo allocato gli ospiti in un bed & breakfast e già prima di pronunciare la “t” finale, ho sentito evocare le anime di De Sanctis, Sapegno e di Graziadio Isaia Ascoli.
Inutilmente, ho cercato di argomentare che il termine è intraducibile “con affittacamere che fornisce colazione”, che la struttura è un ibrido tra pensione e albergo, che nessun neologismo italiano è stato ancora coniato per definire questa felicissima creazione imprenditoriale; incrollabile, la mamma mi ha chiesto se per caso volessi portarli anche ad un brunch, anziché a pranzo.
A me, lo confesso è mancato il coraggio di risponderle, anche perché temevo di impappinarmi e di pronunciare timeline anziché agenda e nella mia mente ho ringraziato San Girolamo, protettore dei traduttori e dei linguisti che zia Orsola, alleata storica della mamma, fosse impegnata a Morimondo in un torneo di balli sociali.
Ma, anche in questo caso, ho cantato vittoria troppo presto, le due simpatiche canaglie hanno un filo diretto continuo e, a dispetto dell’età e dell’ortodossia lessicale, la zietta possiede grande dimestichezza con la tecnologia, perché la sera mi è giunto dalla Lombardia questo simpatico sms : “ma ai tuoi ospiti hai garantito anche la doccia scozzese?”.
Per quale amaro destino, non giocano a burraco come tutte le altre?




