
di Stefano Perri – Reggio Calabria è ancora in piena emergenza idrica. Nonostante l’estate sia ormai quasi alle spalle e le temperature non siano più troppo elevate l’acqua
dai rubinetti nelle abitazioni dei reggini continua arrivare a singhiozzo. In qualche occasione si registra perfino la chiusura totale dei rubinetti, anche per diversi giorni.
Sono tantissime le segnalazioni giunte ancora in queste ore circa i disservizi idrici nelle diverse zone della città. Nella zona di Ravagnese, secondo le segnalazioni dei cittadini, ci sono abitazioni completamente a secco addirittura da quattro giorni, a Sbarre l’acqua smette di scorrere ogni giorno a metà del pomeriggio per poi tornare disponibile la mattina successiva. Nella zona di Reggiocampi l’acqua va via ogni sera inesorabilmente al calar del sole. Stessa situazione a Sant’Antonio e sul Viale Aldo Moro. A Tremulini, segnalano ancora i lettori, l’acqua smette di scorrere ogni giorno intorno alle 14:00. Segnalazioni che fanno emergere una realtà generalizzata. In città i disservizi non risparmiano quasi nessuna zona, con punte di emergenza che lasciano i cittadini completamente a secco per diversi giorni consecutivi.
Disservizi che fanno il paio con la pessima qualità della pochissima acqua disponibile. Anche in questo caso le segnalazioni non mancano. In tutti i quartieri della città, specialmente nelle zone più vicine al mare, l’acqua che esce dai rubinetti è davvero pessima. Tanto salata e calcarea da mettere a rischio la stessa tenuta degli impianti idrici e degli elettrodomestici all’interno delle abitazioni.
Acqua salata, ma forse meno delle bollette che arrivano nelle case dei reggini. Reggio è la città italiana dove l’acqua costa di più. E’ quanto emerge dall’ultimo rapporto di Cittadinanzattiva, pubblicato poche settimane fa e dedicato proprio ai costi dei servizi idrici su tutto il territorio nazionale. Nella città dello Stretto l’acqua costa in media 373 euro a persona all’anno, a fronte ad esempio dei 171 euro di Cosenza o i 31 euro di Milano. Una spesa complessiva che a Reggio tra il 2007 e il 2012 ha subito un aumento del 164%, quasi triplicata dunque, nonostante la qualità del servizio continui a peggiorare costantemente.
Sullo sfondo l’annosa vicenda della Diga sul Menta. L’unica via d’uscita plausibile ai disservizi atavici ai quali è costratto l’intero territorio urbano di Reggio. Cavallo di battaglia di molteplici campagne elettorali, l’importante infrastruttura realizzata nel cuore del Parco Nazionale dell’Aspromonte risulta attualmente ancora incompiuta. Timidi segnali sono giunti negli ultimi mesi nella direzione della copertura finanziaria per il completamento definitivo dell’opera. Con la delibera del Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica dello scorso 3 agosto è giunta l’ultima tranche di 12 milioni per il completamento dei lavori, che va ad aggiungersi ai 13 milioni già stanziati in precedenza. Ma la storia accidentata della Diga del Menta non autorizza previsioni ottimiste.
La strada verso un miglioramento della condizione complessiva dei servizi idrici sembra ancora lunga e a Reggio ormai in pochi ci sperano. In città l’acqua continua ad essere un miraggio, salata quasi quanto le bollette da pagare.




