
C’è una Calabria che, piaccia o no a qualcuno, fa cultura
C’è una Calabria che, piaccia o no a qualcuno, si spende ogni giorno per sviluppare le proprie attitudini migliori.
C’è una Calabria che, piaccia o no a qualcuno, offre il meglio di sè ad autorevoli esponenti del mondo culturale nazionale.
C’è una Calabria che, piaccia o no a qualcuno, non ci sta a subire passivamente etichette e “bollini doc” alla rovescia.
Una delle espressioni più alte di questa Calabria ha trovato sublimazione nella serata al “teatro sullo Stretto”, presso la megastruttura di Reggio Tv.
“Epopea di una Nazione” ha rappresentato uno dei più alti appuntamenti culturali degli ultimi anni in città. Guidati da uno dei nomi più autorevoli della musica bandistica mondiale, il maestro Fulvio Creux, rappresentanti giovanissimi (tra i 14 ed i 20 anni) della “meglio gioventù” della nostra terra, provenienti dalle bande ‘Città di Reggio Calabria’, Delianuova, Melicucco e Laureana di Borrello hanno regalato alle centinaia di spettatori presenti ed alle migliaia di telespettatori che hanno visto il concerto in diretta televisiva su Reggio Tv momenti di purissima emozione.
“Epopea di una Nazione” è stato un viaggio straordinariamente coinvolgente attraverso gli anni che hanno portato all’Unità d’Italia, nei confini prima e nei fatti poi, dal Risorgimento alla Grande Guerra.
Musiche da inno (partendo da quelle preunitarie), musiche che hanno ricordato il sacrificio degli oltre 600.000 soldati morti sul fronte nord-orientale della prima guerra mondiale, musiche che hanno segnato la vita del corpo dei bersaglieri, e su tutte aleggiava, con la sua incredibile storia, l’inno di Mameli, eseguito in tutte le forme, da quella originale a quella sinfonica.
Straordinaria guida storico-musicale di tutto ciò un anfitrione capace e coinvolgente di nome Michele D’Andrea, didascalico e complice con un pubblico divertito ed attento.
Evidente e legittima la soddisfazione – unita ad un pizzico di emozione – dell’editore e organizzatore della serata, Eduardo Lamberti Castronuovo, che, sul palco, ha consegnato a Creux, D’Andrea ed al Prefetto di Reggio, Musolino, un’altra testimonianza dell’impegno culturale di una Calabria che c’è: il volume storico-celebrativo del terremoto a cura del prof. Agazio Trombetta.
Due bis ed applausi a scena aperta hanno, a fatica, consentito dopo quasi due ore a maestro e musicisti di lasciare lo splendido teatro non prima, però, di aver suonato e cantato con tutti i presenti una emozionante esecuzione dell’inno di Mameli.
La chiosa del maestro Fulvio Creux ha sintetizzato la serata: “Anni fa ebbi il privilegio” – ha detto il maestro – “di eseguire queste musiche alla Scala di Milano, ma vi assicuro che l’emozione provata qui stasera, guidando questi ragazzi giovanissii,è stata superiore”.
C’è una Calabria.
Piaccia o no a qualcuno…




