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300 minuti per Reggio-Catanzaro. Europa, nell’anno del Signore 2009

30 Gennaio 2009
in Storie
Tempo di lettura: 3 minuti
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autostrada.jpg
di Nino Romeo – Quattro ore e trenta minuti per percorrere i 160 km che separano Reggio Calabria da Catanzaro!! No, non è uno scherzo. La comunicazione tra i vari comuni calabresi, nelle ultime ore, è diventata via via assolutamente proibitiva.

Dopo la tragedia registratasi nei giorni scorsi nel cosentino e la chiusura del tratto autostradale tra Cosenza Nord e Falerna, nelle ultime ore è arrivata la decisione del Prefetto di Reggio Calabria di chiudere anche il tratto tra Scilla e Villa San Giovanni per “motivi  di sicurezza” (per carità, il rischio di una “frana” è altissimo, ma, mi chiedo, le condizioni di sicurezza sulla A3, fino ad oggi, erano forse da considerarsi “pienamente” rispettate dai coni spartitraffico (!!) a dividere le uniche carreggiate percorribili a doppio senso? ).

 

Nella notte di venerdì, poi, una frana tra Bagnara e Scilla colpisce anche la strada statale 18, sulla quale si era scelto nel frattempo di far defluire tutto il traffico da e per Villa San Giovanni.

Nessun problema….arriva la decisione “risolutiva”:  chiuso tutto il tratto autostradale da Rosarno a Villa San Giovanni in entrambe le direzioni.

Chi deve andare a Villa San Giovanni? Beh, poco male, da Rosarno percorrerà tutta la strada statale jonica (sicurissima) per poi arrivare a Reggio Calabria e risalire verso Villa San Giovanni….con tempi di percorrenza “mostruosi”.

 

Il venerdì, poi, si sà, è anche giornata di rientri per chi durante la settimana lavora fuori.

 

Vi racconto, allora, il mio venerdì, che inizia alle ore 8, quando, arrivato a lavoro, sono costretto a  “pianificare” il viaggio di rientro (che consta di soli 160 km) tramite Internet…“in tempo reale”.

 

Leggo: “Il tratto della A3 tra Scilla e Villa San Giovanni è chiuso al traffico”. Poco male, penso, c’è chi stà peggio di me, come gli autotrasportatori costretti ad uscire a Rosarno e percorrere la jonica per raggiungere Villa San Giovanni (……ma organizzare dei traghetti “straordinari” da Gioia Tauro e diretti in Sicilia era davvero impossibile??).

 

Alle 10.40, però, arriva anche per me…..la doccia fredda: “E’ stata chiusa al traffico nella notte, a seguito di una frana, la strada statale 18, nel tratto tra Scilla e Bagnara. Per chi deve dirigersi verso sud l’uscita obbligatoria è Rosarno”.

Per me che devo percorrere i 160 km che separano Catanzaro da Reggio Calabria le alternative sono a quel punto due: avventurarmi in macchina sulla strada statale jonica o scendere a Reggio in treno.

 

Mi affido, allora, a Trenitalia e mi dirigo da Catanzaro verso Lamezia Terme per prendere il treno regionale diretto a Reggio. Alle 14.35 arrivo alla stazione di Lamezia insieme a due colleghi e compagni di viaggio, convinto di aver fatto la scelta migliore.

Guardiamo il tabellone delle partenze e notiamo subito un ritardo di 30 minuti (….beh, un ritardo…ci puo’ stare). Ma, dopo i 30 minuti di attesa….il ritardo cresce a 35 minuti…..poi a 45….quindi a 60 minuti. Dopo un’ora, la pazienza inizia a venir meno ma, considerando le condizioni in cui saremmo stati costretti a viaggiare in macchina, rimaniamo convinti che la scelta di viaggiare in treno sia stata la migliore.

 

Convinzione che viene meno quando, dopo un’ora di attesa, arriva in stazione una “littorina” con circa 500 persone a bordo schiacciate come sardine.

D’altra parte, non potevamo pretendere troppo…..era davvero “impossibile” (!!) per Trenitalia, con tutta la rete autostradale calabrese interrotta, prevedere una grandissima affluenza di viaggiatori su un treno regionale…..

Ma, disposti a tutto pur di tornare a casa, saliamo sulla littorina che parte a “grande” velocità (circa 30 Km/h) verso Reggio Calabria.

Dopo 1 ora e 45 minuti (!!) arriviamo a Vibo/Pizzo…un’ora e mezza dopo siamo a Bagnara per concludere la nostra odissea con l’arrivo a Reggio alle 18.30.

In totale, quattro ore e trenta minuti per spostarsi da Catanzaro a Reggio Calabria.

 

Credo non servano ulteriori commenti ma, alla fine, mi piace “consolarmi” con l’idea che tra qualche anno avremo un “Ponte sullo Stretto”…..che risolverà TUTTI i problemi.

Che, poi, sul “Ponte sullo Stretto”, a volte, non ci si potrà arrivare….è un aspetto “secondario”.

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