di Gianluca Del Gaiso – Bisogna fare attenzione a ciò che si dice e, soprattutto, a come lo si dice. L’argomento è delicato e gli ambientalisti sono (giustamente) iperattenti a daterminate tematiche.
Tuttavia il nuovo look di piazza Italia non è passato inosservato. Con gli alberi sfrondati,
finalmente, la piazza principale della città mostra lo splendore dei palazzi che vi si affacciano, in attesa – che pare ormai agli sgoccioli – della sistemazione definitiva degli scavi.
Il problema degli alberi, però, permane.
Ora, premesso che nessuna delle piazze storiche delle varie città italiane presenta alberi (piazza San Carlo a Torino, piazza Maggiore a Bologna, piazza Duomo a Milano, piazza Unità d’Italia a Trieste, piazza Plebiscito a Napoli e via così), tuttavia a piazza Italia gli alberi ci sono (così come a piazza Duomo) e, ovviamente devono restare.
Tuttavia per onestà va detto che il problema della cementificazione dell’agglomerato urbano non si risolve con quattro alberi in piazza, ma con la creazione di veri e propri polmoni verdi dei quali
Reggio è vergognosamente sprovvista.
Dovendo restaredove sono gli alberi, però, e trattandosi di una piazza di straordinaria importanza per la città, qualcuno dovrà farsi carico del problema, perchè a situazione straordinaria non può che far da contraltare una gestione (e manutenzione) straordinaria.
Non è possibile “sfoltire” la chioma degli alberi una volta l’anno, perchè quando essa cresce in maniera selvaggia offende le architetture ed anche il decoro dei palazzi che si affacciano sulla piazza ed indirettamente di ciò che rappresentano.
Con gli alberi “rasati” anche otto splendide ed altissime palme – due per ogni angolo – hanno in qualche modo rivisto la luce.
Ci vuole rispetto.
Per gli alberi ma anche per ciò che sta intorno




