STRILL.IT fondato nel 2006 da Raffaele Mortelliti e Giusva Branca | Direttore Raffaele Mortelliti
giovedì, Giugno 4, 2026
strill.it
  • HOME
  • CALABRIA
  • SUD
  • ITALIA
  • PUBLIREDAZIONALE
  • CONTATTI
No Result
View All Result
  • HOME
  • CALABRIA
  • SUD
  • ITALIA
  • PUBLIREDAZIONALE
  • CONTATTI
No Result
View All Result
strill.it
No Result
View All Result
Home RUBRICHE Storie

Brunetta: i tornelli ed i magistrati

28 Ottobre 2008
in Storie
Tempo di lettura: 4 minuti
0
magistrati.jpg
di Sandro Maria Velardi* – Riflessione su Renè [Brunetta]……Se è così, e se ho capito bene: 1. ci siamo talmente abituati all’idea che qualcuno inizi a tuonare futuristicamente a colpi di zang tumb tumb! parimenti autodefinendosi “controcorrente”, “anticonformista”, “uno che ha il coraggio delle proprie opinioni” che correttezza politica impone la fondamentale

riflessione; 2. il sior Ministro è convinto che “essere presenti in ufficio” tramite più o meno pregevoli sbarramenti sia ipso facto sinonimo di “lavorare”, ossia di produttività. Entrambi mi sembrano punti di vista superficiali, demagogici e volti esclusivamente alla ricerca del facile consenso. Che l’ultima uscita brunettiana sia di una strumentalità grottesca lo si evince dal fatto che i tornelli li ha proposto, guarda caso, “per i pubblici ministeri”. Ma guarda un po’! 

 
A parte l’ovvia constatazione che aprire all’ipotesi che i tornelli per i magistrati, ossia ad una categoria che non ha orario di lavoro, siano cosa buona e giusta, allora è doveroso chiederla per quegli scansafatiche dei dirigenti amministrativi, come me. Tra i magistrati vi sono notorii slalomisti del lavoro come vi sono stakanovisti sovente loro malgrado (e francamente, nelle realtà in cui ho vissuto professionalmente, ho visto molti più esempi della seconda fattispecie che non della prima); così è anche tra noi.
 
Stamattina, su quel randello spacciato come quotidiano che è Libero, c’è un ilare pezzo di apertura di Gianluigi Paragone sull’argomento. L’occhiello in prima dice che se non vogliono i tornelli, allora i magistrati devono spiegare le inefficienze della Giustizia. Volendo, ne troviamo un sacco e una sporta. E il collega credo le conosca benissimo, a partire da dei codici di procedura semplicemente rococò e fatti apposta per rendere eterni i tempi del processo civile e di quello penale (del resto, per fare funzionare quegli apparati, la percentuale di Pil dedicata alla Giustizia dovrebbe essere almeno quintuplicata, cosa evidentemente insensata e insostenibile in uno Stato contemporaneo), all’irrazionalità delle circoscrizioni giudiziarie, dalla senescenza del personale (magari fosse solo un problema di carenza quantitativa di risorse. E’ che l’età media è tra le più alte tra tutte le amministrazioni centrali! A parte che tra 5 anni rimarremo io, mammeta e tu, mi chiedo quale ente investirebbe mai in formazione su persone che hanno un’aspettativa professionale di 3-6 anni), scarsità amplificata dalle innumerevoli novelle normative dell’ultimo decennio, spacciate come “garantiste”, e che in realtà sono state totalmente sganciate (volutamente?) da qualsivoglia valutazione di impatto sulle strutture.
 
Il punto non è difendere i magistrati, sebbene la pretestuosità di questo attacco sia semplicemente risibile, bensì difendere un concetto di Servizio di Stato. Se partiamo dalla storia dei tornelli, allora torniamo alla rilevazione oraria per le categorie che ne sono esentate, tra le quali noi? Benissimo! Per me, probabilmente, sarebbe un affarone, visto quanto rimango ficcato dentro un ufficio, sabati spesso compresi. Ma allora, visto che non siamo degli impiegati dei livelli, vorrebbe dire che non abbiamo in noi stessi, nella nostra professionalità e starei per dire nel nostro decoro, la capacità di autoregolarci, di dare un senso al nostro ruolo.
 
Al di là della questione dell’orario o della maggiore o minore presenza in ufficio, il punto è: il ministro ne fa una mera questione quantitativa. Mai che si sia parlato, in questi mesi più o meno convulsi, di ridare qualità, strategie, ruolo, dignità, funzione alla P.A.
Tutto viene affrontato con la scure, come si evince per le vicende dei provvedimenti sulla scuola. Da un lato si limita all’erosione delle risorse, materiali ed umane, per svolgere decentemente il compito cui siamo chiamati; in compenso, per dirla alla Max Catalano, si comprime ferocemente il salario, il potere di acquisto, in definitiva la decenza.
 
Soprattutto, non una parola viene mai spesa per dare una prospettiva valorizzante alla e della P.A. che, come nelle chiacchiere tra vecchietti con la coppola in coda alle Asl, si basa solo sul “sono tutti fannulloni, signora mia. Eh, quando c’era Lui, tutto questo non succedeva” (passi successivi: “la donna si sposa? A casa a crescersi i figli deve stare!” A quando la tassa sul celibato e le adunate al sabato di prorompente fisicità dirigenziale nel cerchio di fuoco?). Siamo considerati tutti, quale che sia l’amministrazione, l’ente, l’articolazione, una palla, un peso, uno spreco, una fogna. Francamente, non avendo mai pensato cose semplici tipo “i politici fanno tutti schifo, sono tutti ladri, signora mia è tutto un magna magna”, gradirei non si generalizzasse da parte di chi è al vertice di questa piramide amministrativa, ossia il policy maker.
Del resto, se io camminassi per il mio ufficio dicendo a tutti che sono una massa di pelandroni, magari sul 40% dei dipendenti avrei pure ragione, ma state tranquilli che prima o poi qualcuno che mi picchia lo troverei, eccome. E avrebbero ragione a suonarmi come una zampogna, se permettete!
 
Concluderei con un’osservazione tutto sommato marginale, ma non irrilevante, soprattutto se la maggioranza dei miei colleghi sono, come credo, in servizio presso amministrazioni centrali o comunque non a diretto contatto col pubblico: ebbene, in periferia, grazie a questa campagna tambureggiante, il vento è cambiato, e non certo in maniera gradevole. Quando sei a diretto contatto col pubblico, il maleducato, l’arrogante, il semplice cretino capitano sempre. Ma se prima la media del cittadino-utente era “scusi, per fare la tal cosa?” e se non veniva esaudito si incazzava magari a ragione, adesso già all’arrivo si rivolge alle persone col tono di chi sta dicendo “fancazzista maledetto/a, fammi subito ‘sta cosa”. Perchè oramai il pubblico dipendente è per definizione un fancazzista che si diverte a darti informazioni sbagliate per sfangare lavoro.
Ergo, se arriva Tizio che vuole divorziare dalla moglie ed entra in Procura, e gli si spiega che deve andare alla cancelleria civile del Tribunale, quello attacca a strillare come un’aquila sostenendo che non gli si vuole prendere l’istanza di separazione. Se Caio abita in un comune fuori dal circondario e si vuole fare i certificati dei carichi pendenti, hai voglia a dirgli che va richiesto al Casellario della Procura nel cui territorio è collocato il suo comune di residenza, perchè quello fa casino. Se Sempronio vuole la “chiusa inchiesta” perchè gli hanno ciulato la macchina e ha bisogno della certificazione per l’assicurazione, quello se ne fotte se ci vuole la firma del PM titolare del fascicolo, e fa un casino abominevole. Alla lunga, si passerà alle aggressioni fisiche.
 
Un bel clima lavorativo, propositivo, moderno ed europeo, direi.
 
 
*Dirigente Procura Generale di Reggio Calabria

 

Post precedente

Reggio: Angela Napoli chiede procedure per nuovo accesso Comune Melito

Post successivo

Reggio: Gdf scopre truffa alle finanziarie

Post successivo

Reggio: Gdf scopre truffa alle finanziarie

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Associazione Culturale “Urba“
Via Crisafi 17a – 89100 Reggio Calabria
P.I. 02376000804 – Strill.it – Reg. Trib. Rc n° 07/06

seguici

Info sul sito

  • Home
  • Contatti
  • Politica cookie

Per la tua pubblicità

  • Inserzioni e sponsorizzazioni
  • Mappa ADV

© 2026 STRILL.IT fondato nel 2006 da Raffaele Mortelliti e Giusva Branca | Direttore Raffaele Mortelliti
Made with ❤ muscaridesign.it

No Result
View All Result
  • HOME
  • CALABRIA
  • SUD
  • ITALIA
  • PUBLIREDAZIONALE
  • CONTATTI

© 2026 STRILL.IT fondato nel 2006 da Raffaele Mortelliti e Giusva Branca | Direttore Raffaele Mortelliti
Made with ❤ muscaridesign.it