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    Dolci…tradizioni

    mostaccioli.jpgdi Elda Musmeci- Di origine araba ma ormai divenuti simbolo dei prodotti dolciari calabresi, più in particolare del vibonese, sono i mostaccioli o ‘nzudde. La leggenda ne affida,  la diffusione ad un monaco misterioso, apparso all’improvviso e sparito nel nulla, che li avrebbe offerti generosamente ad una popolazione contadina e povera come quella di Soriano.
    Su questi dolci animati aveva vegliato a lungo S. Domenico, il cui santuario era meta di pellegrinaggio e di culto, che ne diviene patrono dei mastazzolari e il maestro artigiano viene chiamato “u monacu”. Cinquanta le forme tradizionali ma le più diffuse sono volgarmente note come “a parma” “u panaru”, “a grasta”, “u cori”, “u pisci spada”, “a sirena”, ossia la palma, il paniere, la pianta, il cuor, il pesce spada e la sirena. Il “cuore”,decorato con strisce di stagnola rossa simboleggia l’amore e si regalava un tempo durante fidanzamenti, matrimoni ed altre ricorrenze amorose; “cavallo”, “pesce”, “capra”, “gallo”, simboleggiano invece il forte legame dell’uomo con l’allevamento e la natura in genere.

    Tipica inoltre era l’usanza dei maestri “mostacciolari” di Soriano Calabro di dare la forma del santo protettore del paese dove i dolci venivano venduti in occasione delle feste patronali. Per quanto artisticamente belli, qualcuno preferisce non consumarli ma averli come ricordo e usa laccarli con una sottile patina di vernice trasparente.
    I biscotti, dal classico pacco avvolto nelle veline, sono soprattutto buoni da mangiare, molto apprezzati per il gusto e la morbidezza, sono ottenuti da un impasto di farina, miele, mandorle, bicarbonato, aromi, cannella, chiodi di garofano e buccia di limone.
    L’impasto lievitato che si ammorbidisce con il tempo assorbendo umidità e l’arricchimento con mandorle ed aromi, rendono i biscotti graditi e ricercati da consumare a colazione come pure da dessert. Queste sono espressione della vita quotidiana, di oggetti comuni e di leggende; simboli del fluire del tempo, della superstizione e del culto cristiano. Una collezione delle forme classiche di questi speciali biscotti è raccolta presso il Museo di Palmi ed il Museo Nazionale delle Arti e dei Mestieri di Roma. Per assaporare al meglio questi dolciumi è consigliabile accompagnarli a vini liquorosi o passiti come il Greco di Bianco, il Mantonico o il Moscato.