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    Vini di Calabria

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    di Elda Musmeci –
    Da secoli le viti rappresentano alcune delle risorse fondamentali della Calabria, una terra dove i vini hanno una storia antichissima. Furono i Greci che portarono, infatti, vitigni preziosi la cui eredità sopravvive ancora oggi mescolandosi al desiderio d’innovazione tecnologica, nell’obiettivo di raggiungere traguardi qualitativi sempre più alti.

    Ecco spiegata, così, la denominazione di “Enotria” (terra del vino) che ai tempi della Magna Grecia indicava i territori calabresi. Oggi, il patrimonio vinicolo calabrese, grazie alla ricerca scientifica e alla passione dei singoli vignaioli, è diventato un’arma formidabile in grado di suscitare sempre di più l’interesse dei consumatori. E, la passione di tanti viticoltori nasce dal desiderio di continuare una lunga tradizione di famiglia. Qualcuno di loro racconta che, appena nato, gli è stato fatto dal padre il bagno nel vino per rispetto dell’antica usanza spartana che faceva crescere forti e coraggiosi. Eppure la Calabria, per la sua collocazione geografica al centro del Mediterraneo dove il sole splende per 8 mesi l’anno e per la sua particolare conformazione, è in grado produrre vini che, pur provenendo dai medesimi vitigni si differenziano notevolmente, vini quasi sempre di altissima qualità, robusti e generosi. I magnifici vigneti di quattro comuni in provincia di Crotone (Cirò, Cirò Marina, Crucoli e Melissa) producono un ottimo vino rosso Doc rinomato a livello internazionale, il Cirò, di colore rosso rubino, odore delicato e sapore vellutato. Nella provincia di Cosenza troviamo il Donnici dal colore  rosso rubino,pieno, asciutto, armonico; il Pollino, il San Vito di Luzzi, il Savuto ed il Verbicaro ottimo per stufati, cacciagione e piatti piccanti. Il Pellaro, dal colore rosso rubino con leggere sfumature porpora, l’Arghillà, il Mantonico, il Greco di Bianco e il Bivongi dal profumo gradevole e lievemente fruttato, sono i vini della provincia di Reggio Calabria. A Catanzaro invece dal rosso carico al rosso rubino con riflessi arancioni se invecchiato è il Melissa  insieme al Sant’Anna di Isola Capo Rizzuto rosso o rosato. I vini coperti da una Denominazione d’Origine Controllata in Calabria coprono il 20% circa della produzione totale che nel 2000 è stata stimata a 681000 ettolitri. Nella regione ci sono 12 vini Doc nelle differenti tipologie di rosso, bianco, rosato, riserva, superiore, ecc. Bianco, dolce e liquoroso è il vino Zibibbo prodotto a Pizzo e in altre località della Calabria; l’uva omonima da cui proviene è di origine orientale, a bacca bianca, con grossi acini che si fanno appassire: è un vino da dessert. Un buon Moscato, inoltre, si trova a Frascineto, Spezzano Albanese e Saracena. Naturalmente è necessario sottolineare la straordinaria originalità di alcuni vitigni propri di questa regione come il Gaglioppo, un vitigno antichissimo molto diffuso in Calabria, che presenta interessanti caratteristiche aromatiche tipiche. Altri vitigni diffusi nella nostra regione sono il Trebbiano Toscano, il Greco, il Pecorello, il Malvasia, il Nerello Mascalese, il Nerello Cappuccio, il Guarnaccia, il Magliocco Canino, il Sangiovese, ecc. Sono utilizzati anche vitigni importanti come il Cabernet Sauvignon, lo Chardonnay, il Merlot, il Pinot.
    I vini rossi hanno sapore asciutto e corposo e sono adatti ad accompagnare i classici piatti rustici della cucina calabrese e le carni stufate. I bianchi hanno sapore delicato e sono indicati con piatti a base di pesce e formaggi freschi. I rosati hanno sapore fragrante e si abbinano a legumi e carni bianche.
    Oggi la vinificazione avviene quasi in purezza, si anticipa la raccolta delle uve e si controlla la temperatura dei mosti: il risultato di tutti questi progressi è un vino interessante e compiuto, che si affianca ai numerosi prodotti meridionali degni di fama internazionale.